Si sono celebrati oggi nella chiesa di San Lorenzo in Cesarea, i funerali di Andrea Rossi, il 17enne ravennate morto sabato scorso durante il trasporto in ospedale dopo essersi sentito male dopo un tuffo nella piscina interna di uno stabilimento balneare. La Messa è stata celebrata da don Ugo Salvatori con don Ennio Rossi davanti ad una folla numerosa, attonita, frastornata e incredula. Tanti gli amici di Andrea presenti.

Don Ugo, all’esordio della celebrazione, ha ricordato come “per Andrea adesso è Pasqua, il passaggio dal tempo all’eternità. La sua gioia di vivere, che sappiamo che qui è limitata, adesso diventa gioia perfetta, nella luce di Dio. Preghiamo per lui, per i suoi genitori (Alessandro e Valentina, ndr.), per i nonni e i parenti perchè la sua presenza entri nei nostri cuori e la sua amicizia porti a noi i frutti della vita eterna”.

Poi nell‘omelia don Ugo ha ricordato come “tutto nella nostra vita è contato, dai giorni fino ai battiti del cuore. E’ una contabilità segreta, sottratta alla nostra conoscenza, che da un momento all’altro può chiudersi, all’improvviso, nel bel mezzo di una festa. Non è stoltezza il morire, ma è obbedienza ad una legge della natura. Nè Dio ci fa torto nascondendoci il giorno; è stoltezza nasconderselo e non pensarci. Se non penso alla brevità dei miei giorni, se non li conto, vuol dire che sono sicuro che qualcosa di me che passo durerà nel tempo, sebbene niente di ciò che vedo o che è attorno a me durerà. E anche se non incontrerò più fisicamente Andrea a Ravenna, anche se non verrà più da me a fare lunghe chiacchierate, io sono sicuro di incontrarlo nella luce del Signore, nel Cristo risorto. Lo incontrerò nella preghiera e allora sarà lui a farmi da maestro a parlarmi da esperto perchè possiede già l’eternità beata”.

E proseguendo nel ricordo dello sfortunato Andrea, don Ugo chiede al Signore: “Non ti sembra che 17 anni siano pochi per spiccare il volo verso la tua eternità? Sappiamo che per i buoni ha una predilezione, ma anche a noi Andrea portava tanta luce. Siamo bloccati da quella pietra che ci impedisce di vedere il suo volto. Ha varcato la porta dell’eternità come una persona adulta, mentre per noi era solo un ragazzo. Andrea aveva un cuore grande e nel suo cuore eravamo in tanti ad abitarci ed ora ci porterà con sè nella luce di Dio“.