Giuseppe Giovinco ha segnato al Fano in entrambe le partite di campionato

Passa oggi pomeriggio da Fano (fischio d’inizio dell’arbitro Marcenaro di Genova alle ore 18.30) la prima delle due occasioni che il Ravenna ha a disposizione per mantenere la Serie C. La seconda sarà martedì 30 giugno, sempre alle 18.30, al Benelli. Entrambe le partite saranno a porte chiuse.
Le due squadre, dunque, tornano in campo a oltre 4 mesi di distanza dall’ultimo impegno ufficiale giocato: il 23 febbraio scorso con la disputa della 27esima giornata. Poi, l’avanzare impetuoso del Covid-19 ha costretto anche lo sport, come tutto il resto della vita civile, alla forzata restrizione a casa, alla cristallizzazione delle classifiche nei vari campionati (in C c’erano ancora undici turni da disputare) e poi a una difficile ripartenza che, per il campionato di Serie C, si è potuta concretizzare solo negli playoff per stabilire la quarta promossa in B e nei playout dei tre giorni per decretare altrettante retrocessioni.

Per Ravenna e Fano si tratta della quarta sfida, che sia spareggio diretto o playout, per la permanenza in categoria. Qui il bilancio è pari con due salvezze e una retrocessione per entrambi. I giallorossi hanno vinto lo spareggio di Riccione contro lo Jesi, giocato il 4 giugno 1967 (1-0 decise un gol di Ciani) e poi hanno avuto la meglio sul Sudtirol nel playout 2010/11, a cui il Ravenna fu costretto da una penalizzazione di sette punti per un tentativo di illecito, in occasione della partita di Lumezzane, con sconfitta a Bolzano per 1-0 e vittoria per 2-1, con rigore decisivo al 7’ di recupero, nel ritorno. Una fatica che non bastò al Ravenna per essere retrocesso comunque per lo scandalo scommesse che, nel frattempo, deflagrò in tutta la sua potenza, aprendo un triste capitolo della vita calcistica della città. L’anno successivo, in D, al culmine di una stagione quasi interamente in autogestione, arrivò la beffa con la Virtus Pavullese: 2-2 in Emilia e ko al Benelli 2-3, con rete avversaria al 6’ di recupero a condannare il Ravenna alla retrocessione.
Il Fano ha perso il primo playout nel ‘98/99, in C2, con il Castel San Pietro (doppia sconfitta 0-2 e 1-3) ma poi ha avuto la meglio sul Castel di Sangro nel 2002/03 e sul Forlì nel 2016/17.
I precedenti, quelli più freschi e quelli datati, sorridono al Ravenna. Da quando sono tornate ad affrontarsi, nel 2017/18, dopo una lunga assenza, i bizantini hanno perso solo una gara su sette (1-2 al Benelli il 10 febbraio 2018), considerando anche la Coppa Italia, e in assoluto il Ravenna guida il totale dei 34 precedenti di campionato con 16 vittorie contro le 8 marchigiane e 10 pareggi, ma soprattutto in casa del Fano non perde dal 14 novembre 1948. I precedenti sorridono al Ravenna ma dopo 4 mesi di stop, le variabili da considerare sono tante. Non si può dimenticare che nel girone di ritorno il Ravenna ha fatto 9 punti, il Fano 8, che i marchigiani, nel frattempo affidati all’esperto tecnico Alessandrini che ha avvicendato Fontana, proprio nel ritorno ha vinto le prime due partite casalinghe della stagione, una delle quali battendo il Padova che adesso giocherà i playoff, e che le due squadre sono divise da un gol fatto e subito (25-41 i giallorossi, 24-42 i granata). Insomma, meglio stare attenti, anche se la squadra di Foschi potrà contare sul vantaggio del miglior piazzamento in classifica e quindi farsi ‘bastare’ anche due pareggi, come è avvenuto nelle due partite di stagione regolare, finite entrambe 1-1 con reti ravennati di Giovinco.

Massimo Montanari