La Basilica di Santa Maria in Porto con la sua settecentesca facciata in pietra d'Istria

“Nessuno si salva da solo”: l’ha detto Papa Francesco, lo ricorda Mons. Lorenzo Ghizzoni, Arcivescovo di Ravenna-Cervia. Nessuna retorica, perché questi mesi ci hanno ricordato che ogni sacrificio è vano se non è collettivo e che siamo responsabili di tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino.
È forse questo il significato forse più profondo di “comunità”: domenica 21 giugno uno dei simboli più antichi della comunità ravennate, l’icona della Madonna Greca conservata nella Basilica di S. Maria in Porto, è al centro della liturgia presieduta dall’Arcivescovo e accompagnata dall’Ensemble Recitarcantando. Nel segno di una storia di fede che attraversa nove secoli e dell’indissolubile legame della città con l’Oriente bizantino, si rinnova così In templo Domini, la rassegna di Ravenna Festival che da anni unisce musica e preghiera nelle basiliche cittadine.

Per O Gloriosa Domina il soprano Pamela Lucciarini, Massimiliano Faraci all’organo e Maurizio Piantelli alla tiorba proporranno mottetti di scuola veneta del XVII secolo – di Claudio Monteverdi, Alessandro Grandi e Bartolomeo Barbarino detto Il Pesarino. L’ingresso avverrà a partire dalle ore 12 per facilitare l’uscita dei fedeli dalla precedente celebrazione e la necessaria sanificazione della Basilica. Per consentire la partecipazione di tutti nonostante il limitato numero di posti all’interno, è stato predisposto un impianto audio per seguire la liturgia anche dal sagrato del Santuario.
 
La storia della Madonna Greca Venerata lungo i secoli da Papi e Imperatori, l’icona della Madonna Greca è un delicato bassorilievo bizantino su marmo pario che rappresenta la Madonna in atteggiamento di preghiera con le braccia alzate. Secondo la tradizione, i monaci di Porto Fuori la scoprirono sulla spiaggia, guidati da un insolito chiarore che li aveva sorpresi durante il mattutino; era la domenica in albis del 1100, vale a dire la prima domenica dopo la Pasqua (per esteso in albis deponendis, poiché era il giorno in cui i battezzati di Pasqua avrebbero smesso, dopo una settimana, le candide vesti del sacramento). Il bassorilievo fu indiscutibilmente realizzato in qualche officina sulle rive del Bosforo ed è certo che sin dal XII secolo nei dintorni di Ravenna esisteva una chiesa dedicato a Maria; la ricorda, secondo molti commentatori, anche Dante Alighieri nel XXI canto del Paradiso – “Nostra Donna in sul lito Adriano” (v. 123). Nel 1570 l’icona fu accolta nella nuova Basilica di Santa Maria in Porto, voluta dai monaci portuensi e da Papa Giulio II; sulla pietra di fondazione fu inciso il nome della Madonna Greca, protettrice di Ravenna.
 
Il programma di O Gloriosa Domina In questa Basilica, che Camillo Morigia dotò di una settecentesca facciata in pietra d’Istria, si svolgerà la liturgia di domenica. Il programma O Gloriosa Domina ruota naturalmente attorno alla figura della Madonna, accostando intense pagine spirituali a firma di Monteverdi a brani di Alessandro Grandi e Bartolomeo Barbarino. Si attinge così a un repertorio di inizio Seicento che si caratterizza per uno stile misto tra recitativo, arioso e cantabile passeggiato (fiorito), ancora memore delle abilità tecniche e di improvvisazione dei cantori italiani cinquecenteschi. Lo stile risulta estremamente virtuosistico e con passaggi velocissimi, groppi e trilli scritti per esteso. Il discorso armonico non è più affidato alla polifonia delle voci ma al basso continuo, in questo caso rappresentato da organo e tiorba.
L’Ensemble Recitarcantando nasce nel 2004 e vince nello stesso anno il Premio Arcangelo Corelli; da quel momento inizia un’attività concertistica di riscoperta del Barocco italiano prediligendo la cantata, l’oratorio e l’opera barocca. L’ensemble è stato ospite di trasmissioni radiofoniche su Radio Vaticana e Rai 3. Il soprano Pamela Lucciarini, che negli anni si è esibita nei più importanti festival europei, è stata già ospite di Ravenna Festival nel 2009, nell’opera Demofoonte di Niccolò Jommelli diretta da Riccardo Muti. Maurizio Piantelli si è specializzato nella prassi esecutiva dei secoli XVI e XVII suonando il liuto, l’arciliuto, la tiorba e la chitarra barocca; come esecutore di basso continuo e come solista collabora con festival e in allestimenti di opere barocche. Massimiliano Faraci svolge attività di clavicembalista e continuista dedicandosi al repertorio dei secoli XVII e XVIII. È fondatore dell’ensemble barocco Collegio Musicale San Giuliano dei Fiamminghi e partecipa a produzioni italiane ed estere.
Info: tel. 0544 249244 – www.ravennafestival.org