“Le conseguenze della pandemia saranno molto negative per diversi settori e non tutti avranno la forza di ripartire e ritrovare un equilibrio, a breve termine, nel sistema economico”. Comincia così la nota allarmante diramata da Cgil e Filctem. “Per il mondo dell’Oil & Gas è stata una sorta di tempesta perfetta, con il drastico crollo del prezzo del greggio che ha raggiunto, nel mese di aprile, una quotazione negativa del costo al barile, una situazione mai accaduta nella storia. Per l’Italia, che già soffriva per l’inefficace azione del Governo nel definire un piano energetico strategico, la speranza di una qualsiasi ripresa, anche minima, è impensabile”, continua la nota del sindacato.

“Le multinazionali dei servizi alle compagnie petrolifere stanno licenziando migliaia di lavoratori in tutto il mondo. In Italia, solo il blocco dei licenziamenti adottato dal Governo ha impedito che ciò avvenisse, ma è una condizione solo rimandata. Non abbiamo ancora dichiarazioni ufficiali, ma i rumor che circolano tra i lavoratori danno per certo, se non l’abbandono totale dal paese, un forte ridimensionamento con inevitabili ricadute negative sui territori di Ravenna e Ortona”.

Ravenna non si può permettere di perdere le infrastrutture esistenti e/o le aziende strategiche – è categorica la Cgil – e deve assumere il ruolo di guida nel percorso di transizione energetica, giusta ed equa, del nostro Paese diventandone la Capitale dell’Energia, partendo dalla valorizzazione del sistema esistente e delle competenze di tutti quei lavoratori, altamente qualificati, occupati nell’intera filiera. La pandemia ha giustamente richiesto la massima attenzione al fine di tutelare la salute dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese, ma va ripreso al più presto il dialogo per definire i fondamentali della transizione energetica che devono saper coniugare la salvaguardia del lavoro e dell’ambiente. Fermo restando i programmi di decommissioning e di riconversione di alcune strutture nell’offshore ravennate, dedicate alla produzione di energia pulita, già lo scorso anno la Cgil di Ravenna aveva invitato gli interlocutori dell’Osservatorio provinciale sulla Chimica, a valutare la possibilità di realizzare un impianto di captazione della C02, verificando attentamente i reali benefici ambientali ed economici soprattutto in proiezione futura”.

L’area industriale ravennate, con il suo distretto chimico, ha caratteristiche logistiche ideali “e la realizzazione dell’impianto consentirebbe una notevole riduzione dell’anidride carbonica prodotta dai siti industriali, con evidenti notevoli benefici ambientali”, si legge ancora nella nota.
La Cgil, di concerto con il polo universitario di Ravenna, aveva programmato per lo scorso 23 marzo un convegno pubblico sul tema captazione C02, utile ad approfondire i vari aspetti della tecnologia: dalla realizzazione degli impianti alle diverse possibilità di riutilizzo in termini di economia circolare. L’incontro purtroppo è stata annullato a causa dell’emergenza sanitaria.

Cgil e Filctem chiedono l’attivazione dell’Osservatorio sulla chimica a fronte anche delle preoccupanti ricadute economiche che si ripercuoteranno sull’intero sistema.