La famiglia Dorigatti
La famiglia Dorigatti

“E’ stata durissima, non c’è stata famiglia che non abbia avuto lutti: anche noi, ma fortunatamente non diretti”. Ha scelto Ravenna e i suoi mosaici la famiglia Dorigatti (nella foto), di Bergamo, per ripartire dopo i mesi terribili del lockdown e dell’epidemia di Coronavirus che ha colpito duramente la città lombarda.

E ne sono soddisfatti: “Sono bellissimi, e l’organizzazione è perfetta– spiegano fuori dal Battistero Neoniano, lunedì 8 giugno, il primo giorno di riapertura –. Abbiamo visitato anche quelli di Aquileia e siamo stati a Spilimbergo. Avevamo programmato delle ferie che poi sono saltate proprio a causa del’emergenza sanitaria: ecco perché questi primi giorni di vacanza abbiamo deciso di passarli tra Lido degli Estensi e Ravenna. La bellezza di questi mosaici ti rapisce, non pensi più ad altro”.

Ad esempio a quell’immagine-simbolo della tragedia che ha investito la Lombardia, con i camion militari che trasportavano via decine di vittime del virus proprio da Bergamo. “E noi sappiamo che sono molte di più di quelle che compaiono nelle statistiche ufficiali”.

La bellezza dei mosaici di Ravenna (e delle Valli di Comacchio) rappresentano in questo contesto un punto da cui cui ripartire: “Natura, cultura, storia: qui avete tutto” , spiegano. Anche se la mancanza di mascherine in alcuni contesti, a chi viene da Bergamo, fa storcere un po’ il naso.

I Dorigatti non erano gli unici turisti lombardi nei monumenti lunedì. “Abbiamo rivisto anche gli stranieri”, spiegano gli addetti agli accoglienza. Un dato che fa ben sperare.