Una veduta dei Magazzini del Sale

E’ uno dei provvedimenti più attesi da chi attende di andare in vacanza, e una delle misure su cui il Governo ha puntato, con il cosiddetto Decreto Rilancio, per dare una spinta al settore turistico, tra i più penalizzati fin qui dal lockdown di marzo e aprile, e che da solo vale il 13% del pil dell’Italia. Il bonus vacanze entrerà in vigore dal 1° luglio e potrà essere utilizzato in tutta Italia per soggiorni in alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast fino al 31 dicembre 2020.

Il bonus vacanza può essere ottenuto dai nuclei familiari con Isee fino a 40mila euro e ha un importo modulato a seconda della numerosità del nucleo familiare che lo richiede: 150 euro per un single, 300 per le coppie, 500 per le famiglie con tre o più componenti. Per l’80% sarà sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto alla struttura, mentre il restante 20% andrà come detrazione dall’imposta sul reddito. Le strutture ricettive potranno cedere il credito ai propri fornitori privati, agli istituti di credito o agli intermediari finanziari. Il bonus non potrà essere utilizzato per prenotare tramite le piattaforme online.

E’ Gianni Casadei, presidente Federalberghi Ascom Cervia, a entrare nel dettaglio a Risveglio Duemila le caratteristiche tecniche del bonus vacanze. “Oltre all’Isee, le persone che ne hanno diritto devono aver generato lo Spid, cioè quel codice identificativo che certifica la propria identità digitale, e una volta in possesso di questi due requisiti, e devono scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate, una app, che si chiama IO, la app dei servizi pubblici, ed effettuare il primo accesso. Verrà generato un codice o un qr code che il cliente dovrà comunicare all’albergatore al momento del saldo del conto. Il problema qual è? Che questa operazione obbliga il cliente a soffermarsi al ricevimento o nell’ufficio dell’albergo fintanto che l’albergatore controlla la validità di questo codice attraverso il sito delle Agenzia delle Entrate: basta un blocco, un offline del sito e i tempi si allungano. Se, dunque, il Governo con una misura del decreto si propone di scoraggiare o ridurre al minimo tutte le pratiche di check in o check out, chiedendo alle strutture di informatizzarsi e di strutturarsi con le procedure online, in modo che il cliente non debba sostare nella hall evitando aggregazioni, dall’altro lato però crea una procedura che, a occhio e croce, può portare via dai 15 ai 20 minuti, anche se ovviamente manca ancora la sperimentazione sul campo non essendo ancora in vigore. Se i richiedenti del bonus vacanze fossero veramente tanti, questo potrebbe diventare un problema davvero molto serio. Quindi con lo spirito di dare un vantaggio alle famiglie e agli albergatori, in realtà si crea un problema che si scarica di nuovo sull’ultimo anello della catena, che è l’albergatore”.

Difficile al momento capire quante famiglie faranno ricorso al bonus. “Più del 50% delle persone, hanno già contattato nostre strutture – conferma Casadei – per sapere se il bonus vacanze viene accettato, quindi diciamo che prevedo un utilizzo massivo del bonus. Tutto il resto poi è da scoprire, così come è da scoprire come si svilupperà l’estate sui nostri lidi. Siamo in una situazione davvero molto particolare: ciò che abbiamo vissuto in questi mesi ci ha inevitabilmente segnato, chi più chi meno, e non tutti saranno in grado di andare in ferie perché magari le aziende che hanno utilizzato la cassa integrazione prima hanno fatto scontare le ferie che il dipendente aveva accumulato fino a quel momento. In queste prime settimane dopo la riapertura abbiamo notato tante persone, tanti visitatori nel weekend, e poco movimento durante la settimana. Ma anche l’impatto turistico ci lascia aperti spiragli di ottimismo: alcuni alberghi sono stati piacevolmente sorpresi dall’afflusso di clienti e di richieste per luglio e agosto ce ne sono tante”.