Bambini al Grest di San Paolo di alcuni anni fa
Bambini al Grest di San Paolo di alcuni anni fa

Non sarà un Grest come ce lo ricordiamo. “Meglio parlare piuttosto di oratorio estivo”, specifica don Matteo Papetti, direttore della Pastorale Giovanile e Vocazionale di Ravenna che offre e offrirà un sopporto alle singole comunità che tenteranno di proporlo. Ma la Diocesi tenterà anche quest’anno di rispondere alla sete educativa delle famiglie del territorio. Nei giorni scorsi, a partire dalle priorità espresse nel documento dei vescovi e degli arcivescovi dell’Emilia-Romagna sull’attività estiva e dalle linee-guida successive decise dalle Regione, sono state inviate a tutti i parroci le indicazioni per chi deciderà di buttarsi nell’avventura delle attività estive per i ragazzi anche con le norme anti-Covid 19.

“Temevamo norme più stringenti da parte della Regione – spiega don Papetti commentando le nuove linee-guida regionali –: mi pare invece che sia stato importante quel tavolo tra istituzioni e PgV a livello regionale; almeno in parte è stato preso in considerazione lo specifico della nostra esperienza”. Questo non toglie che le difficoltà ci sono e che proprio per queste molte parrocchie rinunceranno ad offrire i Grest ai loro ragazzi. In particolare, l’esclusione della partecipazione da parte degli under 16 e la necessità di fatto di volontari adulti è il primo scoglio per le parrocchie (“Di fatto chi non ha già una realtà di adulti attivi in parrocchia è tagliato fuori, perché non ci si inventa educatori: servono persone preparate e formate con un cammino alle spalle”, spiega don Matteo).

L’altro è il mantenimento del distanziamento fisico anche nel gioco: “è la sfida nella sfida – ragiona il direttore della Pgv – ma ci pone anche un problema di identità. La socialità, lo stare insieme, la comunità era il tratto caratterizzante dei nostri Grest: come faccio a far capire ai ragazzi che ‘siamo insieme’, che ‘sono al sicuro’ se non possiamo nemmeno star loro vicino? Tra l’altro, vengono da un’esperienza dalla quale devono ancora elaborare il vissuto. Dovremo andare molto oltre il si è sempre fatto così, in una logica di corresponsabilità che non si basa solo su uno schema da applicare”.

Ecco perché la Pastorale Giovanile quest’anno non fornirà una traccia comune per i Grest delle parrocchie (il tema quest’anno avrebbe dovuto essere Dante, in vista del centenario del 2021, ma è stato rimandato all’anno prossimo): “L’obiettivo è invece mettere insieme progetti e idee in una piattaforma che già a livello regionale si sta cercando di costruire ‘Tablet’: lì le parrocchie potranno trovare spunti un po’ per tutte le forze che hanno a disposizione. Come PgV ci metteremo poi a disposizione della parrocchie per offrire un supporto sulla programmazione”. E la collaborazione con il Csi offrirà una formazione specifica per gli animatori sulle norme anti-contagio.

Anche perché c’è un altro settore della pastorale in emergenza, al quale l’equipe di PgV desidera pensare per quest’estate: “Stiamo ragionando su cosa è fattibile e cosa no per i giovani e gli adolescenti. Dopo la sospensione di tutti i campi scuola, per queste fasce d’età le proposte sono davvero poche e ci vogliamo concentrare su questo”. Tornando ai Grest, occorrerà ripensare e ridisegnare quest’esperienza “nella piccolezza – chiarisce il direttore della Pastorale Giovanile –, con un’attenzione al singolo e un discernimento all’insegna della ‘prudenza audace’, come la chiamano i vescovi nel loro documento sulle attività estive. È un ossimoro ma rende bene l’atteggiamento di tenere presente la realtà così com’è e il coraggio di vedere in essa piste nuove. Questa è una sfida”.

Una sfida da affrontare con le famiglie, anzitutto: proponendo loro un “patto educativo”, basato sulla fiducia ma anche sulla corresponsabilità. Nella speranza che ci siano fasi diverse in questa lunga estate: “In pochi partiranno a inizio o metà giugno – spiega don Matteo –. E speriamo che, nella seconda parte dell’estate, un clima diverso ci permetta di vivere le attività estive in modo più sereno”. Nonostante tutte queste limitazioni, conclude, la Chiesa di Ravenna per quest’estate vuole esserci: “Non vogliamo perdere quest’occasione educativa ma piuttosto concentrarci anche sulle fasce dei più grandi: adolescenti e giovani”.