Alex Zanardi e Fabio Zannoni
Alex Zanardi e Fabio Zannoni

Tutti conosciamo Alex Zanardi per il suo temperamento che lo ha portato a grandi imprese. Io ho avuto occasione di conoscerlo sotto un altro aspetto. Dodici anni fa andai a Padova, con alcuni amici, a realizzare un video in cui lo intervistavo sul suo incidente. Il timore reverenziale, con cui partimmo, sparì subito quando avvisandolo del nostro arrivo, con una telefonata, ci disse: “Un attimo solo, mi metto le gambe e sono da voi”. Ci accolse nella sua officina, che ci fece visitare, ma poichè troppo rumorosa ci chiese di seguirlo fino alla sua abitazione. Qui, come ci avesse sempre conosciuto, ci apri le porte di casa mostrandoci un’accoglienza, da parte di un personaggio famoso verso persone sconosciute, fuori dal comune.

Senza fretta, mettendoci a nostro agio, ridendo e scherzando ci lasciò tutto il tempo per chiacchierare con lui. Dopo l’intervista uscimmo all’esterno dove, facendoci prima vedere i lavori con cui stava abbellendo il giardino, si concesse per qualche foto. Al termine, nonostante avessimo il navigatore, insistette per accompagnarci all’imbocco dell’autostrada e lasciarci, dalla sua auto, con un caloroso saluto. E’ questo che fa di Zanardi un personaggio molto amato. “Qualcosa di buono a questo mondo devo averlo fatto se tanta gente mi vuole bene” disse in una intervista. E venerdì scorso, il giorno dell’incidente che lo ha di nuovo portato su un letto d’ospedale era li proprio per fare del bene, per generosità, per dare una mano a ripartire dopo la pandemia.
Fabio Zannoni