Immagine di repertorio
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Il titolo dato a questo volume potrà sembrare bizzarro o fuor di luogo. In realtà, l’evento epocale, rappresentato dalla pandemia che il coronavirus ha provocato, ci sollecita, tramite la tragica  eloquenza dei contagi e delle morti, a mobilitarci nel rafforzamento del movimento ecologico mondiale di cui ci ha parlato papa Francesco nella sua enciclica Laudato sì’, già cinque anni fa. Ma non solo. Sprona, in particolare, a sancire un vero e proprio patto globale tra tutti i Paesi e le società civili del pianeta, unendoli in progetti comuni: di eliminazione delle cause strutturali della devastazione dell’ambiente; di educazione delle coscienze per salvaguardare le condizioni morali di un’autentica ecologia umana; di riforma delle politiche e delle istituzioni internazionali e sovranazionali.

Si rende sempre più evidente che, rispetto alla salvezza congiunta del pianeta e dell’umanità intera, non si possono più frapporre indifferenze, indugi, ma nemmeno la fiducia cieca nelle soluzioni meramente tecniche, pur necessarie. Lo status quo, lo sappiamo, deve cambiare rapidamente, pena non solo sconvolgimenti economici, finanziari e sociali, bensì gravi pericoli per la sopravvivenza delle stesse popolazioni.

Infatti, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), in tempi non sospetti, ossia già nel 2017, mise in guardia i popoli dalle infezioni virali o batteriche, sottolineando come esse rappresentino la minaccia più seria per il pianeta. Tra i fattori che possono influenzare la diffusione delle epidemie ci sono i cambiamenti climatici, il consumo del suolo e l’inquinamento, oltre alle migrazioni di persone e di animali.

Gli equilibri del pianeta rischiano di alterarsi qualora i popoli e le istituzioni non siano solleciti a combattere il cambiamento delle temperature, della pioggia, dell’aria, del suolo, quando siano in circolazione miliardi di virus, la cui maggior parte è ospitata da animali. Mentre l’emergenza del coronavirus planetario ha messo a dura prova le istituzioni comunitarie europee e mondiali, in molti si stanno domandando cosa accadrà quando la pandemia sarà terminata e si dovranno fare i conti con le macerie create in ambito antropologico, psicologico, economico, politico, sociale ed ecologico. Non è difficile da capire che il mondo dopo il coronavirus non sarà del tutto uguale a quello di prima. Ci saranno, inevitabilmente, cambiamenti consistenti concernenti la cultura, la democrazia attuale, la politica, le istituzioni nazionali ed internazionali, il modo di lavorare, di viaggiare, di produrre, gli stessi rapporti interpersonali. Rispetto a tutto ciò non potrà mancare l’apporto di un pensiero pensante, non strumentale, come quello sinora prevalso. Solo così potrà essere disponibile un nuovo umanesimo sapienziale, una nuova progettualità, la visione di uno sviluppo integrale, solidale, sostenibile, inclusivo, strutturato in termini di trascendenza.

Al fine di un rinascimento antropologico, etico, spirituale e culturale appare particolarmente attuale il patrimonio culturale e sociale rappresentato dalla Dottrina sociale della Chiesa, specie nella sua ultima coniugazione ecologica. Di qui è sorto il proposito di compattare il presente volume, con la viva speranza che esso possa di essere di aiuto sia per i suoi contenuto sia per il metodo di discernimento, sia per la progettualità prospettata.

La rinascita dopo le devastazioni provocate dal coronavirusnon potrà essere il tempo degli economicismi, dei capitalismi rapaci, della tecnocrazia, imperniata sull’idea di una crescita infinita e illimitata, bensì dovrà essere una fase in cui politici, scienziati, cittadini, si adopereranno a trovare soluzioni a favore del bene dei popoli anziché del mero profitto. Dovrà essere un tempo non degli egoismi nazionali, delle divisioni, dei conflitti e delle guerre, dell’indifferenza nei confronti dei poveri, delle diseguaglianze, semmai un periodo in cui ridurre, se non condonare, il debito che grava sui bilanci degli Stati più poveri (cf Francesco, Messaggio Urbi et Orbi del 12 aprile 2020).

In questo contesto di ricostruzione sarà imprescindibile l’impegno per un’ecologia integrale, della quale in questo volume si cerca di approfondire le radici teologicheantropologiche ed etiche, nonché i nessi con l’educazione e le buone prassi, che devono animare le società civili, la famiglia, le scuole, le comunità cristiane, le istituzioni pubbliche, nazionali e mondiali.

Scheda libro

L’ecologia integrale dopo il coronavirus
a cura di S. E. mons. Mario Toso, Società Cooperativa Sociale Frate Jacopa, Roma 202