Le guide turistiche impegnate nel flash mob

La maggior parte dei nostri introiti, attorno all’80%, è già saltata nei mesi del lockdown, che per noi sono quelli delle gite scolastiche e di una fetta di turismo straniero che si muove per l’Ascensione, e la Pentecoste. Adesso è difficile fare previsioni”. Le parole di una guida turistica dicono tanto sulla situazione delle circa 30 tra guide e accompagnatori turistici associate a Confguide Ravenna, la federazione legata a Confcommercio, scese in piazza del Popolo a ravenna questa mattina insieme alle rappresentanti di Rimini e Forlì-Cesena per un veloce flash mob per chiedere al Governo regionale e al Governo centrale una maggiore attenzione verso la categoria.

Nell’occasione è stato consegnato un documento con le loro richieste all’assessore al turismo del Comune di Ravenna Giacomo Costantini, sceso in piazza a sostegno dei manifestanti.

“Siamo qui per cercare di sensibilizzare la Regione e perché no anche il Governo centrale – chiarisce Federica Mazzotti, presidente di Confguide Ravenna – sulla situazione attuale della nostra categoria. Ci mancano alcune informazioni, alcune note basilari che ci servono per poter ripartire, ci manca un protocollo di sicurezza che non è ancora stato emesso. Ne avevamo proposti alcuni ma ancora una risposta definitiva non ci è arrivata, anche per quanto riguarda il numero massimo di persone che possono comporre un gruppo, nonostante le sollecitazioni inviate dalle varie associazioni di categoria. E poi abbiamo bisogno che ci coinvolgano in iniziative di promozione turistica. Chiediamo anche un sostegno economico fino al marzo 2021 o che ci venga concessa la partecipazione a bandi regionali specifici per accedere a fondi volti allo sviluppo d’impresa e/o valorizzazione del prodotto turistico. Il Comune di Ravenna è stato uno dei pochi in Romagna a fare già qualcosa di importante per noi, mi riferisco al #My Ravenna Ambassadors (il progetto di promozione della città fatto di parole, visioni ed immagini, raccontato anche dalle guide turistiche e ambientali, ndr.). E questa è una richiesta che vogliamo estendere per tutti i nostri colleghi. Abbiamo bisogno di far sentire la nostra voce, perché finora non siamo stati ascoltati”.

Oltre a quanto detto dalla Mazzotti, ci sono altre situazioni che Confguide vuole porre all’attenzione generale. Come emerge da una nota stampa, l’associazione osserva che “il turismo di prossimità è marginale e non salverà la nostra stagione. La Romagna dipende in primis dal turismo estero, a tutt’oggi non si sa se e quando apriranno le frontiere. Non ci si può sostenere solamente con gli esigui incassi di visite per gruppetti famigliari, dopo che la grande parte dei nostri introiti della primavera è andata a perdersi. Inoltre, la lotta all’abusivismo è stata messa in secondo piano per ovvi motivi di emergenza sanitaria. Chiediamo alla Regione, attraverso le Amministrazioni Comunali, di mappare e monitorare il fenomeno. Chiediamo che i luoghi della cultura non ci vengano preclusi. Non possiamo accettare che solo il personale interno (molto spesso non una guida uristica abilitata) di musei/teatri/gallerie abbia diritto esclusivo di lavorare all’interno degli stessi/delle stesse”.

Dal 3 giugno è caduta la barriera degli spostamenti tra regioni e da lunedì 8 riaprono i monumenti dell’Opera di Religione. Dal 15 giugno si potrà viaggiare tra Paesi dell’Unione Europea. “Non ci illudiamo di poter tornare a regime pieno da settembre – sottolinea la Mazzotti – però già adesso possiamo dire che manca la domanda. In questi giorni, a dire il vero, un po’ di gente in giro per la città, che ho individuato come turisti, l’ho vista, e in queste prime settimane ci aspettiamo più che altro famiglie o piccoli gruppi, ma nessun grande numero. Difficile che il turismo culturale possa ripartire in fretta. Poi rimane da capire perché il Museo nazionale sia ancora chiuso, mentre accogliamo con piacere il fatto che sia arrivata l’autorizzazione per la disponibilità ad accogliere massimo 8 persone a visita guidata per Sant’Apollinare in Classe e Mausoleo di Teodorico. Quanto alla riapertura dei monumenti dell’Opera di religione, per noi sarà una gestione più complessa. Le linee guida per l’accesso a questi siti ci chiederanno un cambio di abitudini e di organizzazione; dovremo imparare tutti ad adeguarci a queste nuove norme. Dovremo prendere le misure a un nuovo turismo, immaginare scenari nuovi e progetti nuovi di visite guidate, di cui ancora non abbiamo i contorni definiti”.