Don Antonio con alcuni volontari

Don Antonio Samorì, sacerdote di Faenza amante della montagna, è molto conosciuto sull’Appennino tosco-romagnolo, perché negli ultimi trent’anni ha restaurato tre chiese che gravitano nell’area fra San Benedetto in Alpe, il Tramazzo di Tredozio e Modigliana e l’Alpe di Marradi e Palazzuolo sul Senio. Si tratta della chiesa di Trebbana, nel territorio di Tredozio, dell’eremo di Gamogna, in comune di Marradi, dove da anni sono tornate le monache delle Fraternità di Gerusalemme, e di Lozzole, in comune di Palazzuolo sul Senio.

Da qualche tempo ha iniziato a recuperare la quarta chiesa abbandonata nel 1963 dall’ultimo abitante: Brento, in Comune di Fiorenzuola. Con quali fondi don Antonio restaura queste chiese? Con un gruppo di centinaia di amici volontari, all’inizio di Tredozio, Modigliana e Marradi, fino agli ultimi arrivati da tutta la Romagna, in particolare da Faenza, Ravenna e Forlì.

L’ultimo cantiere del prete col mal della pietra, che guida  “l’Impresa della Provvidenza”, sta per partire a Brento, con l’intenzione di recuperare le case del borgo e darle in comodato gratuito ad alcune famiglie per vivere attorno alla chiesa millenaria, abbandonata nella seconda metà del secolo scorso, come centinaia di luoghi simili del nostro Appennino, ed ora riscoperti anche in conseguenza dell’ultima pandemia che sta facendo tornar la voglia di campagna e montagna a molti.

Domenica 5 luglio don Antonio Samorì ha dato appuntamento agli amanti della natura, della montagna e della storia per un primo incontro a Brento, dove alle 15 sarà celebrata una messa d’inizio lavori e per fare il punto della situazione, rispettando le norme della Fase 3.

Anna Boschi, una guida escursionistica ravennate innamoratasi della chiesa con gli affreschi del XV secolo e del borgo abbandonato, ha convinto don Antonio a comprare all’asta chiesa e case, “per poterle ristrutturare per poi darle in comodato d’uso a persone che desiderano vivere al Borgo in un ambiente sano e non antropizzato, dove regna pace e serenità e riportare il Borgo allo splendore di un tempo”.

I primi lavori sono stati affrontati dai volontari e la mulattiera larga due metri e mezzo è stata riaperta per raggiungere il borgo con piccoli mezzi fuoristrada. Il progetto per ristrutturare la prima casa ha i permessi del Comune di Firenzuola. Ora si cercano volontari e fondi per aprire il cantiere. L’appuntamento è per domenica 5 luglio, quando si getterà la prima pietra della rinascita di Brento, la quarta fatica di don Antonio (info: Anna Boschi 335.5265966 e-mail  piccoloedada_2014@libero.it). Brento si raggiunge a piedi o con fuoristrada dalla piccola frazione San Pellegrino, lungo la strada di fondovalle del fiume Santerno, prima di Firenzuola.   

Quinto Cappelli