Volontari all'opera al SS. Redentore
Volontari all'opera al SS. Redentore

Con la ripresa delle celebrazioni eucaristiche aperte ai fedeli è nato un nuovo e necessario servizio nelle parrocchie, legato all’accoglienza delle persone all’ingresso della chiesa e alla sanificazione degli arredi. Un nuovo impegno che i volontari hanno preso a cuore: perchè si tratta, in fin dei conti, di rendere possibile quell’Eucaristia che per mesi è mancata a tutti. Come ci hanno confermato tutti, quelli da vicariati e parrocchie diversi.


Penso che la chiesa sia la nostra… prima casa e come tale dobbiamo averne tutti cura – dice Ennio Belletti di Malva di Cervia – per cui fare questo servizio mi è venuto spontaneo. Con mia moglie Daniela e con un’altra quindicina di persone ci alterniamo per garantire accoglienza e sanificazione, anche, naturalmente, alle Messe feriali. Arriviamo per tempo, accogliamo le persone, indichiamo loro dove trovano l’igienizzante per le mani e poi le invitiamo a sedersi nei posti contrassegnati cominciando da quelli più vicini all’altare. Dopo, la sanificazione di tutta la chiesa ci impegna per circa un quarto d’ora”. Nella non lontana Castiglione, sono sei i volontari che assicurano il servizio, nelle due chiese (Castiglione di Cervia e di Ravenna). “Le Messe mi sembrano più partecipate rispetto a prima dell’epidemia – osserva Claudio Lazzara, volontario a Castiglione –. Il mio sì a questo servizio è stato naturale. Ho risposto ‘da cristiano’ a una necessità che si è presentata”.

Fa parte dello stesso vicariato, la parrocchia di Pievequinta, dove Franco Raggi è uno dei volontari. “Come accolito ho avuto la fortuna di poter celebrare sempre la Messa, durante la pandemia, insieme al parroco – dice Raggi – don Mario Colombo. Siamo in diversi a fare questo servizio. La fatica maggiore è stata quella iniziale: il distanziamento delle panche, la sistemazione della segnaletica che indica dove sedersi, o che ricorda le norme. Abbiamo predisposto degli appositi angoli con panche per le famiglie. E vedo che le persone si comportano in modo responsabile, anche se è vero che tutti noi vorremmo vivere in pienezza la Santa Messa, senza queste limitazioni”.

Nel cuore di Ravenna, la parrocchia di Santa Maria in Porto ha un nutrito gruppo di persone che si prende cura del Santuario mariano. “Siamo quattro gruppi di cinque persone – dice Elisabetta Alessandro – e copriamo sia le quattro Messe festive (una il sabato e tre la domenica) che quelle feriali. Sedie, panche, banchi vengono sanificati ogni giorno, l’intera basilica la sanifichiamo dopo le Messe festive. Il bello è che siamo quasi sempre tutti presenti come volontari. E facciamo questo servizio anche per dare un senso di accoglienza e di sicurezza alle persone. Abbiamo notato che, sapendo che c’è questo servizio, i fedeli sono più tranquilli e tutti rispettano le regole. D’altra parte, la chiesa e la parrocchia sono luoghi dove ci si prende cura l’uno dell’altro, e adesso più che mai dobbiamo farlo”.

Sono una ventina i volontari anche al Santissimo Redentore, dove, spiega Federico Tomei, “le persone si stanno abituando a vivere la Messa con queste limitazioni. Per aumentare la disponibilità numerica abbiamo ricavato una ventina di posti fuori, sul sagrato”. A Villanova “lo spirito di comunione e il desiderio di ritrovarci è stato più forte – dice Anna Morvillo, parrocchiana – della paura. Insieme a un’altra decina di persone faccio parte del gruppo di volontari che si prende cura della chiesa. Le regole le applichiamo per il nostro bene: quello che conta, alla fine, è vivere insieme la Santa Messa”.

Nel Duomo di Argenta, alla Messa festiva della domenica partecipano dalle 90 alle 100 persone. “Abbiamo coinvolto il neonato gruppo famiglie – dice Silvia Cesari, parrocchiana – e il servizio sta procedendo bene. Ci dispiace solo che non tutti gli ‘abitudinari’ siano tornati, perché c’è ancora qualche persona che non se la sente”. La sanificazione ad Argenta è affidata alle suore della Madonna dell’Immacolata Concezione, che prestano servizio anche alla casa di accoglienza, alla casa di riposo, alla casa famiglia e alla scuola materna.