La Messa in ricordo di Sellitto a San Vittore
La Messa in ricordo di Sellitto a San Vittore

Una folla silenziosa, composta e commossa ha salutato domenica mattina nella parrocchia di San Vittore Antonio Sellitto, il maresciallo dell’esercito morto l’11 aprile di Covid-19, a 56 anni. Il cortile dietro la parrocchia ha contenuto di misura tutti quelli che hanno voluto ricordarlo: oltre alla famiglia, la moglie Angela e in figli Daniele e Gianna, ai parenti e agli amici, i parrocchiani, i colleghi dell’esercito e tutti quelli a cui aveva lasciato qualcosa, davvero tanti.

“Gesù ce l’aveva detto – ha spiegato l’Arcivescovo Lorenzo nell’omelia commentando il brano del Vangelo -: se sei cristiano fino in fondo troverai opposizione. La prova dunque c’è: per essere coerenti, bisogna metterla in conto. Però dice anche ‘non abbiate paura. I capelli del vostro capo sono tutti contati’”. Il riferimento è anche al dolore che tanti hanno vissuto per la perdita di Antonio: “Quando attraversiamo grandi fatiche, grandi prove, ciò avviene sotto gli occhi di Dio che è Provvidenza, e ci sosterrà nel nostro cammino: quello di Antonio (il Signore sa, terrà conto di quello che è stato, lo premierà per quello che ha fatto) e della sua famiglia. Non temiamo, non siamo soli. Siamo sempre sotto lo sguardo paterno e materno di un Dio buono, che conduce le nostre vite in modo provvidente verso un disegno di bontà”.

“Era un uomo dal cuore grande”, così l’ha ricordato anche il suo parroco, don Claudio Giorgioni. “Mitezza, umiltà, magnanimità, umiltà: erano alcune delle sue caratteristiche. Per questo ne sentiamo così la mancanza ma la fede può aiutarci a trasformare questo dolore in una fontana di speranza”.

Anche don Christian Cesara, ex parroco di San Vittore e amico personale di Toni, ha voluto ricordarlo con una lettera dal Santuario di Castel Petroso Molise, dove attualmente si trova: “Posso dire che siamo cresciuti insieme, per me è stato una sorta d fratello maggiore – ricorda -. Il suo biglietto da visita per tutti era il sorriso. Il messaggio che lascia, quello del servizio. E voi, cari Angela, Daniele e Gianna – ha scritto rivolgendosi alla famiglia – sorridete quando guardate il cielo, orgogliosi di avere una persona così nel cuore. Non siete soli”.

Al termine della celebrazione, anche gli colleghi dell’esercito hanno voluto ricordarlo per la generosità e il sorriso: è stata letta la preghiera del trasmettitore (ruolo che Sellitto ricopriva in caserma) ed è stata consegnata la bandiera italiana ai famigliari