Il segretario della Cisl Romagna Francesco Marinelli

Dall’inizio del 2020 fino al 31 maggio, le denunce di infortuni sul lavoro ricevute dall’Inail
sono in Emilia Romagna 4777
di cui 957, il 20%, provengono dalla Romagna.
La provincia di Ravenna è in Romagna il territorio che registra il numero minore di denunce di
infortunio da Covid: 198 denunce, 137 donne e 61 uomini, ma è anche l’unica dove si registra
l’unico decesso.
Dai dati risulta anche chiaro come gli infortuni da covid 19 riguardino soprattutto le donne: in Romagna su 957 denunce, 681 provengono da donne (quindi il 72%).

A riportare questi dati, in una nota, è la Cisl Romagna, attraverso il suo segretario generale Francesco Marinelli: “Questo è spiegabile dal fatto che le professioni più colpite e più a contatto con il virus sono prevalentemente svolte da donne. Il 66% degli infortuni infatti proviene da lavoratori impiegati nella sanità e nell’assistenza sociale, a seguire i lavoratori della Pubblica Amministrazione 19% e 1,6% invece nel
commercio”.
In Emilia-Romagna tra i tecnici della salute le maggiori denunce di contagio Covid-19 provengono da infermieri, mentre tra le professioni nei servizi sociali e sanitari il 99,6% sono gli OSS i più colpiti. Purtroppo anche nei decessi a seguito di denuncia di infortunio da Covid (su un totale di 14 in ER, 1 a Ravenna) oltre la metà riguardano medici infermieri e operatori sanitari.
“Come organizzazione sindacale siamo stati molto impegnati nella preparazione e sottoscrizione di centinaia di protocolli – continua Marinelli – anticontagio aziendali; ora è importante che vengano rispettati affinché non si fermi la discesa dei contagi. Dai sopralluoghi che i nostri RLS/RLST stanno facendo nelle aziende per verificare l’attuazione dei protocolli, riscontriamo come, soprattutto nelle piccole aziende, poca attenzione è stata data ai lavoratori fragili, ovvero quei lavoratori o lavoratrici affetti da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, che sono invece coloro che più di tutti devono proteggersi dal contagio”.

“È necessario – conclude Marinelli – che, ove possibile, il datore di lavoro operi con l’ausilio
dell’RSPP, ma soprattutto del medico competente per definire “accomodamenti ragionevoli”
ovvero le soluzioni appropriate che possano garantire al lavoratore “fragile” il re-inserimento e
la permanenza al lavoro in salute e sicurezza
.