Adesso l’obiettivo è vedere l’Emilia-Romagna arrivare a zero contagi. Poco più di tre mesi dopo l’inizio della diffusione del coronavirus nella nostra regione, la discesa è evidente (dagli 11.362 contagi del mese di aprile si è arrivati ai 2354 del mese di maggio, e dal 10 la media giornaliera è di 49 casi) ma non tale da toglierla dal podio delle regioni più contagiate: con 27790 positività è terza dietro a Lombardia e Piemonte.
Quota zero raggiunta, invece, da quasi tutte le province dell’Emilia-Romagna, in particolare da Ravenna che, dopo l’avvio della diffusione del Covid-19, ha fatto segnare il primo zero il 26 aprile, seguito da altre 11 volte a maggio, mentre sempre dal 26 aprile a oggi nel comune di Ravenna i contagi nuovi registrati sono stati appena 12, contro i 14 del comune di Cervia. Oggi la nostra provincia con 1028 casi complessivi è seconda solo a Ferrara per minor numero di casi.

Il report della regione
Prima di ripercorrere l’evoluzione del Covid-19 dalle nostre parti, è opportuno riportare alcuni dati contenuti nell’ultimo report settimanale della Regione aggiornato al 28 maggio: si rileva che dei 27701 contagi il 53,4% è composto da donne (14.620), il 47% da uomini (13.076). Più sbilanciata verso gli uomini è, invece, la percentuale dei decessi: 58% (2384) contro il 42% delle donne (1710).
La maggiore incidenza dei casi di contagio è riferita alla fascia di età che va dai 50 ai 59 anni (4810), seguita dalla fascia 80-90 anni (4560 casi) ma ci sono anche 237 contagi nella fascia 0-9 anni, mentre la fascia di età 80-90 si è rivelata la più fragile e la più esposta al virus, con 1671 decessi, mentre 34 decessi hanno riguardato le fasce d’età che vanno dai 20 ai 49 anni.
Dividendo per blocchi di 5 giorni l’andamento dei contagi, il periodo più critico è stato quello che è andato dal 17 marzo al 5 aprile, nei quali si sono registrati 13567 casi (il picco con 4111 dal 22 al 26 marzo).

La storia del contagio
Il virus irrompe nella vita dell’Emilia-Romagna il 22 febbraio, quando vengono rilevati i primi 3 contagi. Si tratta di tre pazienti provenienti dai comuni lombardi in cui il virus è apparso per primo, ricoverati all’ospedale di Piacenza. In realtà i primi 19 casi in regione sono tutti riconducibili al focolaio lombardo.
Il 25 febbraio è il giorno del primo contagio nel riminese e dell’arrivo del virus in Romagna.
Il 28 febbraio, mentre la regione conta già 145 casi, la provincia di Ravenna fa conoscenza con il suo primo caso, il calciatore lughese della Pianese contagiato da un compagno di squadra durante la trasferta di campionato ad Alessandria. E mentre in regione il virus galoppa arrivando ben presto alla tripla cifra giornaliera, in provincia di Ravenna il virus avanza relativamente piano, arrivando per la prima volta a 10 casi giornalieri il 12 marzo.
Nel frattempo anche il comune di Ravenna, il 6 marzo, conosce il primo dei suoi 453 contagi totali. Sono due i focolai cittadini: una palestra e una casa di riposo. I primi contagi a Cervia sono datati 10 marzo.
In linea con l’andamento regionale sono i giorni della seconda metà di marzo a evidenziare tutta la criticità della situazione: l’apice dei contagi in regione è il 23 marzo (980) all’inizio di una settimana che dal 22 al 29 marzo fa segnare 6414 contagi, In provincia due i giorni critici: il 21 marzo con 74 casi e il 26 con 64 e poi un isolato picco di 53 casi il 14 aprile (per il resto nella nostra provincia numeri sempre sotto controllo).
Nel comune di Ravenna il giorno nero è il 26 marzo con 26 casi. Anche marzo influisce sul totale dei contagi di Cervia: dei 79 totali, 42 si registrano a marzo col picco di 8 casi del 14 e del 26 marzo. Poi ci sono i 20 del 14 aprile, per il resto Ravenna resta sempre sotto quota 20 ed è tra le prime province a liberarsi della morsa del virus visto che dal 26 aprile, giorno del primo 0, a oggi sono appena 12 i contagi rilevati.

Riassumendo: in provincia di Ravenna, dopo il primo caso a febbraio, ci sono stati 579 casi a marzo, 402 ad aprile e 46 a maggio per un totale di 1028. Nel comune di Ravenna si passa dai 256 contagi di marzo, ai 187 di aprile fino ai 10 di maggio per un totale di 453. Nel comune di Cervia, 42 contagi a marzo, 23 ad aprile e 14 a maggio. Nell’intera regione, si passa dai 217 di febbraio ai 13857 di marzo, poi si scende leggermente agli 11362 di aprile per poi avviare la discesa evidente a maggio con 2354 positività per un totale di 27790.

I ricoveri in terapia intensiva Tre i giorni più critici: dal 16 al 18 marzo nelle terapie intensive della regione finiscono 78 pazienti. Il numero dei ricoveri cresce costantemente fino al 2 aprile, quando ci sono 368 ricoverati (alla fine saranno 389). Poi l’incremento delle guarigioni le svuota pian piano: oggi sono solo 57 i degenti in intensiva.

Le guarigioni Le prime guarigioni in regione il 3 marzo (4 in tutto) quando i contagiati sono già 420 e i ricoverati in intensiva 24. In provincia di Ravenna la prima guarigione è ufficializzata il 23 marzo (oggi sono più di 800) e a Cervia le prime 4 delle 51 guarigioni sono ufficializzate il 27 marzo.

I decessi La prima vittima è stata un 70enne lombardo, proveniente da uno dei comuni della “zona rossa” lombarda, ricoverato all’ospedale di Piacenza, poi trasferito in terapia intensiva a Parma. Era il 26 febbraio. Tre i giorni più tragici in regione: il 20 marzo con 109 morti, il 22 marzo con 101 e il 31 marzo con 106 ma anche i 7 giorni che vanno dal 24 al 30 marzo danno il segno del dramma che si sta consumando nel nostro territorio: 646 i decessi, con una media giornaliera di 92,2. Dal 15 maggio i dati regionali evidenziano decessi giornalieri al di sotto di quota 20, per un totale al 31 maggio di 4114.
Dal 20 al 31 marzo sono sette i decessi nel comune di Ravenna e 29 in provincia, con il picco dei 6 decessi il 28 marzo.