Una azienda agrituristica
Una azienda agrituristica

1186 aziende agrituristiche in Emilia Romagna, di cui 121 a Ravenna, 286 fattorie didattiche in regione (a Ravenna 36), con una forte capacità recettiva, in particolare per le aziende agrituristiche romagnole (3202 posti letto, 226 piazzole in agri campeggio e la possibilità di somministrare fino a circa 1,5 milioni di pasti l’anno). Con questi numeri il settore di agriturismo e fattorie didattiche è ripartito, dal 18 maggio, dopo il lockdown e tutti gli occupati hanno accolto con favore la riapertura fra le regioni e dei confini nazionali, il 3 giugno.

Certo i problemi non mancano, come è stato sottolineato alla recente videoconferenza organizzata da Cia (Confederazione italiana agricoltori) Romagna sul tema: “Agriturismi post lockdown: quali prospettive per il futuro?”, alla quale ha preso parte anche Andrea Corsini, assessore regionale a mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo e commercio. In particolare le aziende agrituristiche e le fattorie didattiche per continuare a svolgere le loro attività, dovranno rispettare rigidi protocolli che riguardano la ristorazione, l’alloggio e la piscina. Ciononostante, hanno sottolineato sia Danilo Misirocchi (presidente Cia Romagna) sia Massimo Bottura (presidente di Turismo Verde Emilia Romagna), le strutture “possono rappresentare un’ancor più valida alternativa di vacanze, in luoghi aperti e a contatto con la natura, trasmettendo quella sicurezza che molti cercano per lo svago in questa estate 2020.

A proposito dei protocolli da rispettare, Misirocchi aggiunge “Le norme sono stringenti ne stiamo cercando le interpretazioni. Non è facile per noi e molti agriturismi applicarle, e non ha caso molte aziende agrituristiche sono ancora indecise se riaprire o meno, Certo gli agriturismi hanno spazi maggiori rispetto ad altre attività simili, che noi vorremmo utilizzare”. Gli agriturismi mediamente impiegano ciascuno 4 collaboratori, quindi si può parlare di oltre 4mila occupati nel settore che utilizza prodotti dell’azienda agricola almeno per il 50%, ma impiega anche materie prime locali fornite da imprese agricole, alimentando un indotto importante, con una filiera cortissima.

L’augurio che Misirocchi fa per tutte le aziende agrituristiche e le fattorie didattiche del nostro territorio è che, superati i primi giorni (dopo la riapertura del 3 giugno) di insicurezza e disorientamento, “vi sia un aumento delle presenze nelle nostre strutture, che sono in grado, con i loro ampi spazi verdi, di garantire la sicurezza e la serenità di una vacanza ai singoli e anche alle famiglie con bambini”.