Paolo Maggioli
Paolo Maggioli

Avviare da subito il percorso istituzionale per costituire la Citta’ metropolitana della Romagna. Questa la proposta che lancia, incontrando mercoledì 24 giugno la stampa a Rimini in presenza e videoconferenza, il presidente degli Industriali romagnoli, Paolo Maggioli. “Spingere” in tal direzione puo’ infatti “agevolare la ripartenza”. Come argomenta Maggioli, i singoli territori delle tre province di Rimini, Ravenna e Forli’-Cesena “non hanno le dimensioni sufficienti per il futuro” e infatti “le varie vocazioni non sono espresse al massimo”. Mentre “assieme hanno grandi prospettive”.

Occorre, prosegue il presidente, “un’accelerazione nel farsi carico dei problemi dei territori e delle imprese”. La crisi sanitaria e’ stata superata “in maniera brillante rispetto ad altre regioni” e la “parte positiva” e’ che “tutte le imprese sono ripartite con grande voglia di fare”. Tuttavia “il Paese non era in grande salute prima del Covid e ora c’e’ un aggravio della situazione, i problemi pre-emergenza si sono amplificati”. Dunque, prosegue nell’analisi Maggioli, “la Fase 3 sara’ molto difficile” e la strada per arrivare nel 2023 ai livelli regionali precrisi di Pil e’ “molto lunga”. Per cui “velocita’ di intervento e tempi sono fondamentali. Senza guardare troppo per il sottile occorre essere risoluti e guardare le necessita’“.

Da questo punto di vista sono diversi i temi per la Romagna, a partire da quello infrastrutturale. Va ripreso il progetto del corridoio adriatico, sviluppando l’Alta velocita’ Venezia-Taranto, una “necessita’ assoluta” per il territorio romagnolo che soffre ora di uno svantaggio competitivo temporale nei collegamenti con le grandi citta’. Altra priorita’ e’ “l’ammodernamento della E45-E55”, mentre per il porto di Ravenna e’ “un grande sollievo” vedere “in fase di aggiudicazione i primi lotti” del progetto Hub. “Daremo tutto il supporto che serve per il via ai lavori entro l’anno”.

Sul fronte del turismo, “a meta’ di una stazione che non e’ iniziata, negli ultimi due weekend qualcosa e’ ripartito, ma non e’ facile, specie per l’occupazione”. Ma si presenta anche “l’occasione”, sottolinea Maggioli, per “un’accelerazione nella riqualificazione delle strutture”. Anche se servono finanziamenti. Maggioli non pare credere troppo nei condhotel: “Riconvertire gli alberghi in appartamenti mi pare difficile”, piuttosto occorre “riappropriarsi di spazi per dare la possibilita’ a chi vuole riqualificare di dimensioni che ora non hanno”. Insomma “no altri condomini a mare della ferrovia, ma hotel con piu’ spazi e strutture”.

Riguardo l’Universita’, è “una sfida importante, ma se si ragiona come Romagna, con progetti coordinati e interloquendo con l’Alma Mater e la Regione si va alla Fase 2, a un progetto stabile di sviluppo”. Da questo punto di vista l’insediamento di Medicina a Forli’ e Ravenna e’ “un segnale di grande attenzione al territorio. Le aziende che ne avranno la possibilita’, conclude il presidente degli Industriali romagnoli, ad agosto continueranno a lavorare, ma la “sfida” ora e’ fare partire “nei prossimi mesi la Citta’ metropolitana della Romagna per superare la crisi piu’ brillantemente. Servono inziative per ragionarci da subito”, all’inizio magari con “una struttura semplice”. Ma “basta derby”.

Maggioli è intervenuto anche in merito ai progetti del Parco eolico di fronte alla costa di Rimini e del centro di stoccaggio di Co2 a Ravenna annunciato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Si tratta di iniziative “corpose -argomenta- che presuppongono investimenti importanti, di territorio e di sistema” e che “potrebbero lasciare un segno importante”, anche dal punto di vista del supporto alle energie rinnovabili. A conferma che “il tema della transizione e’ molto sentito”. Ma Ravenna vive un momento difficile per il blocco delle estrazioni, attuato “in maniera incomprensibile” da oltre due anni. Nel distretto ravennate, prosegue Maggioli, ci sono “aziende e competenze uniche, speriamo ci sia una presa di coscienza e si elimini il mortificante blocco delle estrazioni di gas naturale, un settore troppo importante per il territorio. Il tema e’ risolvibile da domani”.

Anche presidente della Camera di commercio di Ravenna Giorgio Guberti è intervenuto sul progetto annunciato dal presidente del Consiglio, affermando che non bisogna “dimenticare la grave crisi che il settore oil and gas sta attraversando per gli effetti di scelte operate a livello nazionale aggravate dall’emergenza sanitaria. L’affossamento di questo settore, causato dalla decisione di bloccare le trivellazioni, non significa solo mettere a repentaglio l’economia locale e regionale, ma ha conseguenze ben piu’ gravi, prima tra tutte la non autosufficienza energetica del nostro Paese“. Dopo le due missive inviate al presidente del Conte con le quali Guberti ha unito la sua voce a quella delle Istituzioni, dei sindacati, delle associazioni di categoria e delle imprese del settore rappresentante dal Roca, arriva dunque un “nuovo forte intervento” per segnalare gli “effetti disastrosi del blocco delle prospezioni voluto dal governo, con Guberti “preoccupato per la tenuta di un settore strategico per l’economia ravennate”