“RavennaFestival c’è, c’è sempre stato. Siamo sempre stati convinti che questo Festival l’avremmo fatto. Non abbiamo mai pensato di spegnere quella luce che è lo spettacolo dal vivo, irrinunciabile per noi”. Tocca al Sovrintendente Antonio De Rosa, in apertura della presentazione pubblica del “nuovo” programma (che s’intitola proprio “Ravenna Festival c’è”) dare i contorni della sfida che rappresenta questa 31esima edizione del RavennaFestival. Impensabile fino a nemmeno un mese fa, oggi il Ravenna Festival si presenta con un’opportunità di ripartenza, non solo per sé stesso e Ravenna Manifestazione ma per tutto il mondo dello spettacolo dal vivo in Italia (il concerto inaugurale sarà il primo in Italia con la presenza del pubblico, con la copertura della Rai e alla presenza del ministro Dario Franceschini) e anche per Ravenna.

Da dove si riparte quindi? Da un luogo, nel cuore di Ravenna, che rappresenta le origini del Festival, la Rocca Brancaleone (qui si tenne nel 1990 il primo concerto diretto da Riccardo Muti), rimodulato e adattato per accogliere quasi tutti gli eventi del Festival, una quarantina, e renderli accessibili nel mondo, attraverso le dirette streaming di tutti gli spettacoli (“Porteremo la fibra ottica alla Rocca”, annuncia De Rosa). Dal rispetto rigoroso delle norme anti-Covid (per accedere a tutti gli spettacoli in presenza sarà necessaria la mascherina) ma anche da prezzi più popolari del solito (da 5 a 40 euro al massimo) per rendere i più accessibili possibile anche gli spettacoli dal vivo.

Si riparte, però, anche dall’identità della città, con due eventi che avranno luogo in due basiliche cittadine: il primo, proprio il 21 giugno, a Santa Maria in Porto, accanto alla Patrona di Ravenna che per molti è stata un punto di riferimento in questi mesi di emergenza sanitaria, con la Messa celebrata dall’Arcivescovo di Ravenna-Cervia monsignor Lorenzo Ghizzoni, accompagnata dall’ensamble Recitar Cantando  con il soprano Pamela Lucciarini. E il secondo, nella basilica di San Vitale, il 29 giugno con la musica di Michele Pasotti: l’unico concerto che sarà solo in streaming perché non sono consentiti gli spettacoli nei monumenti.

Un programma che coprirà quasi due mesi, dal 21 giugno al 30 luglio e accanto ai concerti include teatro e danza con la Rocca come palcoscenico principale ma con un Festival che raggiunge anche Cervia e Lugo.

E se piove? Ci si trasferirà al Teatro Alighieri, dove però sono disponibili solo 200 posti a sedere contro i 300 della Rocca: “In questo caso entreranno i primi prenotati e per gli altri ci sarà il rimborso del biglietto).

 “Non era facile, era rischioso – chiosa il sindaco di Ravenna Michele de Pascale -. Ma se oggi siamo qui è stato grazie al coraggio di chi ha ridisegnato un programma. E grazie anche al maestro Muti che ci sarà anche quest’anno. Questa edizione rappresenta un nuovo inizio, come tanti anni fa. E ci commuove pensare che il mondo guardi a Ravenna per questa rinascita”. “Questi spettacoli rappresentano anche la restituzione alla comunità di luoghi che abbiamo visto vuoti per mesi – aggiunge il sindaco di Lugo Davide Ranalli –. Penso alla Rocca, una fortezza, nata per difendersi che diventa un luogo di incontro e di cultura internazionale: un grande messaggio di pace”

La musica sinfonica. Si ricomincia il 21 giugno con un concerto, il primo in Italia con la presenza di pubblico, coronato dalla grandiosa Sinfonia n. 41 “Jupiter” di Mozart. L’Orchestra Cherubini è diretta da Muti anche per il concerto dell’Amicizia, replicato a Paestum, e per la serata con il violoncellista dei Wiener Tamás Varga, nonché da Valery Gergiev per un omaggio a Beethoven che include la Pastorale e il Terzo concerto con Beatrice Rana. Il calendario sinfonico si completa con Iván Fischer, Budapest Festival Orchestra e il soprano Anna Prohaska (in programma Wagner, Britten e Haydn).

Debuttano al Festival due nuove produzioni immaginate durante il lockdown. Da una parte Duets and Solos sposa danza e musica, unendo grandi solisti, Mario Brunello e Beatrice Rana, alle étoiles; tra pas de deux con gli “affetti stabili” (le coppie d’arte e vita Silvia Azzoni e Alexandre Ryabko dell’Hamburg Ballet, Iana Salenko e Marian Walter dell’Opera di Berlino) e assoli con a Hugo Marchand (Opéra di Parigi), Sergio Bernal (già Balletto Nazionale di Spagna), Matteo Miccini (Stuttgart Ballet). Sergio Castellitto e Isabella Ferrari portano invece in scena “Ci sono giorni che non accadono mai”, testo di Valerio Cappelli sul desiderio e le sue inquietudini al tempo del Covid-19, su note inedite di Ennio Morricone.

Mentre Accademia Bizantina presenta Il Trionfo del tempo e del disinganno di Händel, il controtenore Carlo Vistoli si unisce a Sezione Aurea per un programma dedicato agli amori nella Venezia del ‘600. L’itinerario attraverso il repertorio pre-bachiano continua con La peste di Amburgo de Il suonar parlante diretto da Vittorio Ghielmi; La fonte musica di Michele Pasotti è protagonista del solo concerto ripreso in assenza di pubblico nella Basilica di San Vitale. Accademia d’Arcadia e La Pifarescha dedicano i propri concerti rispettivamente alla pittrice Artemisia Gentileschi e alla battaglia di Lepanto.

Due le serate dedicate al violoncello, con Giovanni Sollima, l’Orchestra Notturna Clandestina ed Enrico Melozzi; i Ludus Gravis rivelano invece le risorse sonore del contrabbasso e il pianoforte è protagonista dei recital di Nikolay Khozyainov e Filippo Gorini. Ancora Beethoven per il primo violino della Scala Francesco Manara e Cesare Pezzi al pianoforte; il Quartetto Noûs abbina invece il compositore di Bonn a Šostakovič.

Doppio incontro fra musica e cinema con City Lights di Chaplin con l’Orchestra Corelli diretta da Timothy Brock e Requiem for a Dying Planet con le composizioni di Ernst Reijseger per i documentari di Herzog. Neri Marcorè esplora il repertorio cantautoriale italiano, a Mina invece la dedica jazz di Danilo Rea e ai Beatles quella di Sarah Jane Morris. Vinicio Capossela è in scena con Pandemonium.

La sezione teatro comprende anche le compagnie del territorio: Teatro delle Albe con Rumore di acque in occasione del decennale, Fanny & Alexander con Andrea Argentieri nel ruolo di Primo Levi per I sommersi e i salvati, Menoventi con Buona permanenza al mondo tratto dal libro di Serena Vitale su Majakovskij.

A Cervia, nell’arena allestita accanto allo stadio dei Pini, la rassegna Per l’alto sale – Il Trebbo in musica 2.0, che alterna gli omaggi a “eroi” di Romagna – Tonino Guerra, Artusi e Fellini – a voci contemporanee, temi attuali e musica; tra gli ospiti Massimo Gramellini, Melania Mazzucco, Paolo Rumiz, Gad Lerner, Ivano Marescotti, Ilaria Capua, Stefano Boeri.

Il Festival torna anche al Pavaglione di Lugo con il cantautore e cantastorie Brunori Sas, il vulcanico Stefano Bollani alle prese con le sue Piano Variations on Jesus Christ Superstar, lo spettacolo multimediale DNA dei Deproducers con Telmo Pievani e l’omaggio a Luis Bacalov con Maria Grazia Cucinotta e Vittorio De Scalzi dei New Trolls.

Info biglietteria.  Le prevendite per tutti gli spettacoli si aprono giovedì 11 giugno alle ore 10: sarà possibile acquistare i biglietti esclusivamente online sul sito ufficiale o telefonicamente contattando la Biglietteria del Teatro Alighieri (tel. 0544 249244). I posti disponibili per ogni evento sono 300 alla Rocca Brancaleone, 300 a Cervia e 500 a Lugo. È possibile acquistare un massimo di due biglietti per persona. Da sabato 13 giugno, ore 10, la prevendita sarà attiva anche presso la Biglietteria del Teatro Alighieri (ma l’accesso sarà garantito solo su prenotazione, tel. 0544 249244). Chi ha acquistato biglietti prima della sospensione delle vendite e dell’annuncio del nuovo programma deve rivolgersi alla Biglietteria per il rimborso tramite voucher, in ottemperanza al decreto legge del 17 marzo (art. 88). Il voucher ha validità 18 mesi e sarà utilizzabile per acquisti di biglietti per Ravenna Festival 2020, Ravenna Festival 2021, Stagione d’Opera e Danza 2020/21 del Teatro Alighieri.