Don Arienzo Colombo nella Messa di ieri

Un quadro antico che raffigura San Giovanni Battista è stato posto davanti all’altare della Cattedrale che con un triduo in preparazione ha voluto così festeggiare il suo Patrono mercoledì 24 giugno, solennità della Natività di San Giovanni Battista. La parrocchia di San Giovanni in Fonte si è ritrovata per partecipare alla celebrazione Eucaristica celebrata dal parroco don Arienzo Colombo che domenica 21 giugno ha inoltre ricordato il 45esimo anniversario di sacerdozio.

La Messa solenne, che quest’anno per le disposizioni previste non si è tenuta all’interno del suggestivo Battistero Neoniano, ma in Duomo, ha visto la partecipazioine anche degli  animatori del Grest tutt’ora in pieno svolgimento e con grande successo.

Ed è proprio a San Giovanni il “Battezzatore”come lo ha definito don Arienzo nell’omelia, che il sacerdote si è rivolto per chiedere l’intercessione per la parrocchia affinché trovi la forza, la costanza, l’entusiasmo e la speranza per crescere sempre di più come comunità. Di lui, ha detto don Arienzo, si potrebbero dire tantissime cose, è l’unico santo che gli sono dedicate due solennità, si festeggia la sua nascita (24 giugno) ma anche la morte (29 agosto) come è stato per Gesù.

Chiediamoci: cosa voglio cogliere in questa festa del patrono 2020? Il parroco si è soffermato su un aspetto particolare che ha caratterizzato la sua figura, la fedeltà. San Giovanni, per usare un gergo, “è un uomo tutto d’un pezzo”, la parola che da non la tradisce mai. Quello che ha detto al Signore “io mi metto al Suo servizio, non l’abbandonerà mai. Cosa a noi insegna? Credo che possano nascere delle domande provocatorie. Noi siamo fedeli a Dio? Siamo capaci di portare al termine il progetto che Dio ha per noi? Se diciamo di essere fedeli in un servizio ha sottolineato don Arienzo, dovremo pensare bene prima di rompere questa fedeltà.

Julles Metalli