Mentre nella maggior parte degli istituti scolastici proseguiranno la prossima settimana gli esami di maturità, è tempo di bilanci per l’anno scolastico, conclusosi ufficialmente nella nostra regione lo scorso 6 giugno. Un anno forzatamente segnato dalla diffusione del virus e dalla conseguente emergenza sanitaria, e dall’applicazione di un nuovo modello di didattica, quello a distanza, grazie al quale insegnanti e studenti sono riusciti in qualche modo a terminare il percorso scolastico.

Nel suo bilancio, l’assessore all’istruzione del Comune di Ravenna, Ouidad Bakkali, parte proprio dai ringraziamenti.
Ringrazio gli insegnanti e i docenti perché hanno dovuto reimpostare un anno scolastico in piena emergenza sanitaria. E’ stato un lavoro faticoso, che gli insegnanti hanno messo in campo, cercando di tenere insieme i gruppi e di affrontare le varie situazioni complesse che le scuole vivono. Ma ringrazio anche le famiglie, che hanno dovuto assistere i figli in una maniera molto importante, soprattutto se pensiamo alla fascia delle scuole primarie. Per tutti, quella della didattica a distanza è stata un’esperienza difficoltosa e faticosa”.

Quali sono state le problematiche maggiori riscontrate nella didattica a distanza?
“Sicuramente c’è stato il problema dell’accesso a questa modalità che si è tradotto nella necessità di avere i dispositivi, una connettività stabile e funzionante, nell’esigenza di dover stampare parti di libri che sono rimasti dentro le scuole, per poter seguire le lezioni. Insomma ci sono state davvero tante questioni che hanno affaticato le famiglie nella gestione della didattica a distanza, e questo ha portato a galla tutta una serie di fragilità e di povertà educative”.

Un problema, però, questo che ha riguardato anche le famiglie più tecnologicamente e digitalmente attrezzate...
“Sicuramente la didattica a distanza non ha sorriso a tutta quella parte di popolazione che non ha la possibilità di avere una connettività, di avere computer e tablet su cui far fare lezione ai propri figli, ma certo gestire questo tipo di didattica è stato complicato anche per quelle famiglie che non hanno alcun tipo di difficoltà ma magari avevano due figli in età scolare, una mamma un papà in smart working e non avevano a disposizione tre o 4 dispositivi su cui lavorare”.

E’ auspicabile, dunque, anche per questi motivi un rientro a scuola a settembre con le lezioni frontali…
“Speriamo ci siano tutte le condizioni per il ritorno alle lezioni in presenza; credo che oggi, alla luce di tutto questo, sia comprensibile la preoccupazione delle famiglie nel guardare al mese di settembre”.