Il 14 settembre si torna a scuola in presenza e in sicurezza. Lo hanno annunciato il premier Giuseppe Conte e la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, venerdì 26 giugno, in occasione della presentazione delle Linee guida per l’avvio dell’anno scolastico 2020/21.

Le parole chiave sono state “scuola moderna, sicura ed inclusiva” e, di conseguenza, ora il tema centrale, rispetto al ritorno in classe, è quello degli spazi. Per rispettare il distanziamento fisico previsto dal Comitato tecnico-scientifico (1 metro di distanza fra gli alunni), il mondo della scuola ha ora due mesi di tempo.

Per quanto riguarda le scuole secondarie di secondo grado la competenza dell’edilizia scolastica è in mano alle province, e, a Ravenna, gli uffici di Piazza dei Caduti hanno già provveduto ad adeguare l’”Anagrafe dell’edilizia scolastica”, cioè aggiornare i dati relativi all’edilizia di tutti gli istituti secondari di secondo grado della Provincia. “Nel giro di pochi giorni gli uffici, collaborando con gli istituti superiori, hanno risistemato le planimetrie degli edifici, così da fornire valori e numeri reali al Ministero dell’Istruzione – spiega Maria Luisa Martinez, ex provveditore e, dal 2018, consigliera provinciale con delega a Pubblica Istruzione ed Edilizia Scolastica-. Inoltre vi è un costante confronto con le scuole sia per tenerle aggiornate rispetto a quanto viene stabilito durante i tavoli inter-istituzionale, a cui partecipa la Provincia, sia per dare supporto rispetto alle problematiche che le scuole hanno in vista della riapertura, poiché ampia autonomia è stata lasciata all’ente locale e ai dirigenti scolastici”.

“Il dialogo con le scuole è costate – prosegue -. Forniamo le planimetrie aggiornate degli edifici e facciamo incontri individuali per poter esaminare le soluzioni. Si ragiona su spazi alternativi, all’interno delle scuole come l’aula magna o laboratori poco utilizzati, ma guardiamo anche all’esterno degli edifici prendendo in esame anche teatri o cinema. Si stanno valutando diversi “luoghi”, ma è chiaro che la ricerca degli spazi alternativi non vale solo per le scuole superiori, ma anche per le medie e le elementari, quindi parliamo di migliaia di studenti che dovranno fare lezione in ambienti sicuri”.

La Martinez spiega che non esiste solamente un problema di spazi ma anche un problema di mobilità, in relazione alle entrate e alle uscite da scuola in orari scaglionati, necessarie per evitare assembramenti. Il nocciolo della questione è riuscire a “sincronizzare” gli orari scaglionati delle diverse scuole con gli orari dei mezzi pubblici. Servirebbe infatti un maggior numero di bus, per garantire una mobilità anti-covid e a misura di scuola. “In molte scuole superiori dei comuni di Ravenna, Faenza, Cervia e Lugo, gli studenti arrivano da territori vicini, con pullman, treni o autobus spesso “strapieni” – spiega -. Vi è quindi un problema legato al limitato numero di mezzi nel “parco autobus”. La provincia di Ravenna è presente ad un tavolo sulla mobilità scolastica e stiamo chiedendo alle scuole di evidenziarci difficoltà e necessità, poiché è fondamentale giungere a criteri e soluzioni condivisi”.

Non possiamo pensare che ogni scuola ragioni per proprio conto” sottolinea la Martinez, annunciando che dai primi di luglio avrà inizio un confronto anche con le società di trasporto pubblico, per cercare di sbrogliare questa complicata matassa. “Siamo tutti con il fiato sul collo per dare una risposta positiva nel minor tempo possibile, considerando che settembre è alle porte – prosegue -. Le scuole dovranno essere santificate entro la fine di agosto per consentire il rientro a quegli studenti che dovranno recuperare le insufficienze, già dal 1 settembre.  E’ un’impresa difficile ma la scuola è abituata ad accettare le sfide e a non dichiararsi perdente in partenza”.

La Martinez è ottimista: “credo che nonostante tutte le difficoltà ce la faremo. Vedo dirigenti, insegnanti e personale Ata impegnati nel trovare delle possibili soluzioni. Per esperienza so che c’è una forma di “santa scolastica” che protegge il mondo della formazione”, conclude.