Teresa Canevaro Pasolini Dall'Onda
Teresa Canevaro Pasolini Dall'Onda

A distanza di tre mesi esatti dalla morte, domenica 19 luglio nella Basilica di San Francesco, alle ore 11.15 è stata celebrata una S. Messa di suffragio in memoria di Teresa Canevaro Pasolini Dall’Onda. Ha presieduto il parroco, padre Ivo Laurentini, hanno concelebrato padre Vittorio Tordi e padre Maurizio Bazzoni. Erano presenti i figli: Pasolino con la moglie Katerina, Maria con il marito Corrado, i fratelli e molti nipoti, pronipoti, familiari ed amici, il canto è stato animato da padre Bazzoni, all’organo c’era Giuliano Amadei.

I figli hanno rilevato che una delle cose più brutte della pandemia è stata quella di non aver potuto accompagnare, assistere la mamma con la loro presenza affettuosa, nel passaggio da questo mondo all’eternità. L’omelia di padre Ivo e la testimonianza dei frati concelebranti hanno evidenziato alcune caratteristiche di Teresa. Teresa era donna di fede che ripeteva.  “se non avessi avuto la fede, che è dono ma anche scelta, non so come avrei potuto affrontare e superare certi momenti difficili della vita”. I figli hanno confermato che “mamma è sempre stata salda nella sua fede”. “Maria ed io – ha detto il il figlio Pasolino, – fummo profondamente desiderati da mamma e papà, Martino, ed in ogni momento, era chiaro, che l’interesse primario per loro era volto a fare la cosa migliore per noi”.

Teresa è sempre stata legata alla sua famiglia d’origine, una famiglia che fu ferita dalla morte violenta del padre, Antonio, quando aveva appena 13 anni. Su questo evento doloroso, è stata riportata una confidenza della stessa. Uno dei frati ricordava: commentando un brano della lettera agli anziani di Papa San Giovanni Paolo II: “il tramonto dell’esistenza, nella percezione cristiana, assume i contorni di un passaggio, di un ponte gettato dalla vita alla vita, tra la gioia fragile ed insicura di questa terra e la gioia piena che il Signore riserva ai suoi servi fedeli” (Giovanni Paolo II: Lettera agli anziani, 1999, n. 16).

Teresa confidava: “Io la penso come il Papa riguardo al ponticello tra questa e la vera vita, però il mio ponticello è in salita, nel senso che a volte è duro da percorrere. Il dolore per la morte violenta di mio padre è sempre immenso, ma addolcito dall’essere riuscita, con la grazia di Dio, a perdonare”; e aggiungeva: “l’unica cosa importante è riuscire ad arrivare al di là del ponticello in pace con Dio e con tutti”. I frati hanno commentato: “Essendo Teresa membro dell’Ofs (Ordine francescano secolare) ha assimilato bene lo spirito di San Francesco che nel Cantico delle creature dice: ‘Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo tuo amore, et sostengon infirmitate et tribolazione’”.

E’ stato inoltre ricordato il suo amore generoso verso i poveri, i carcerati che visitava nella casa di detenzione, assieme ad altre donne della città finché ha potuto e il suo interesse concreto per le missioni, specialmente quelle francescane. Era solita dire: “fare del bene agli altri è quello che mi rende felice”. Alla fine delle testimonianze i figli hanno scritto: “Ora mamma è con papà Martino, con Antonio e Battina (i genitori), con Federica (la sorella) e Giacomo (il cognato) e con tutti quelli che portava nel cuore, e sono tanti”.

Il molto bene compiuto, l’amore donato senza misura, la sofferenza silenziosa accettata ed offerta, il perdono generosamente dato, costituiscono un bagaglio prezioso certamente gradito al buon Dio. Teresa, continua a pregare per i tuoi figli e per tutti noi che ti abbiamo conosciuto. Con il canto “E’ giunta l’ora” e la preghiera di congedo della liturgia per i defunti si è conclusa la concelebrazione molto partecipata.

I frati di San Francesco