Ennio Morricone

“Un giorno triste per la cultura, con Ennio Morricone ci lascia uno dei grandi maestri italiani, un musicista di raffinata bravura che con le sue melodie ha saputo emozionare e far sognare il mondo intero che lo ha ricambiato con i più importanti premi e riconoscimenti, a partire dagli Oscar per le sue leggendarie colonne sonore”. Così il ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, ricorda Ennio Morricone, tra i compositori italiani più conosciuti e amati al mondo, scomparso la scorsa notte a Roma all’età di 91 anni.

Morricone era stato insignito del Premio Ravenna Festival nel 2004 e la sua musica è stata protagonista più volte protagonista del Festival e lo sarà anche quest’anno nello spettacolo teatrale del 9 luglio alla Rocca Brancaleone con Sergio Castellitto e Isabella Ferrari (testo di Valerio Cappelli e regia dello stesso Castellitto) “Ci sono giorni che non accadono mai” di cui ha firmato le musiche. Per questo anche Ravenna Manifestazioni ha voluto ricordarlo attraverso la pagina Facebook del Festival: “È stato più volte protagonista di memorabili esecuzioni della sua musica nella nostra città e nel 2004 Riccardo Muti gli consegnò il Premio Ravenna Festival”

“Ha dato forma alla bellezza. La sua musica ha scandito la crescita umana e spirituale di intere generazioni, aprendo all’incontro e disegnando itinerari verso il trascendente. Siamo grati al Maestro Morricone perché la sua comunicazione, attraverso la musica, è stata sempre ispirata da verità, bontà e bellezza”. Dichiara così Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali della Cei, apprendendo la notizia della morte di Morricone.

“Dal dopoguerra a oggi – sottolinea ancora Corrado – Morricone ha accompagnato la vita tutti noi spingendoci a scoprire sempre sfumature musicali nuove. Dalle musiche di celebri brani radiofonici nell’Italia del boom economico, in cerca di spensieratezza, come ‘Abbronzatissima’ di Edoardo Vianello oppure ‘Sapore di sale’ di Gino Paoli del 1963, alle suggestive composizioni da film come ‘C’era un volta in America’ del 1984 di Sergio Leone, ‘Mission’ del 1986 di Roland Joffé oppure ‘Nuovo cinema Paradiso’ del 1988 di Giuseppe Tornatore. Muovendosi sul pentagramma Morricone ha esplorato tutti i confini musicali, trovando nella composizione da film il suo orizzonte di senso”.

Non solo nella musica e nel mondo della cultura Ennio Morricone è stato una figura esemplare. Anche nella vita si è distinto, legato dall’amore per la moglie Maria sposata nel 1956, con cui ha avuto quattro figli, insieme per oltre 60 anni, cui ha dedicato tutti i suoi premi, tra cui l’Oscar alla carriera. “Morricone – ricorda ancora Corrado – ha dimostrato nel corso della sua vita impegno civile e testimonianza religiosa. In particolare, sull’onda della tragedia dell’11 settembre 2001 ha composto ed eseguito ‘Voci dal silenzio’, che è diventato poi un canto per tutte le vittime di stragi e tragedie nel mondo”.

Innumerevoli i messaggi di cordoglio per la scomparsa del maestro. Tra di essi, ricordiamo quello del presidente Sergio Mattarella: “La scomparsa di Ennio Morricone ci priva di un artista insigne e geniale. Musicista insieme raffinato e popolare, ha lasciato un’impronta profonda nella storia musicale del secondo Novecento. Attraverso le sue colonne sonore ha contribuito grandemente a diffondere e rafforzare il prestigio dell’Italia nel mondo. Desidero far giungere alla famiglia del Maestro il mio profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza”, conclude il messaggio del capo dello Stato.

Nel 2019 aveva ricevuto da Papa Francesco la Medaglia d’Oro del Pontificato “per il suo straordinario impegno artistico, che ha avuto anche aspetti di natura religiosa”. A consegnarli materialmente il premio fu il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura. “Sono vicino con affetto alla moglie Maria e alla famiglia nel ricordare il Maestro Ennio Morricone”, scrive in un tweet: “lo affido a Dio perché lo accolga nell’armonia celeste, forse assegnandogli l’incarico per qualche partitura da far eseguire ai cori angelici”. Lo scorso anno aveva dato addio alle scene e, a sorpresa, aveva accettato di dirigere un concerto in Aula Paolo VI in Vaticano. “Non potevo dire di no”, erano state le sue parole.