Per la provincia di Ravenna “non sussistono particolari motivi di preoccupazione per la cittadinanza”, legati ai focolai di coronavirus. Lo precisa l’Ausl Romagna facendo riferimento alle “notizie degli ultimi giorni relative a cluster di casi di positività a Covid-19” sul territorio.

Dall’inizio dell’epidemia, dettaglia l’Azienda sanitaria, “non si è mai arrestata l’attività di indagine del dipartimento di Sanità pubblica per individuare e porre rapidamente in isolamento i casi positivi”. Nell’ultimo mese all’attività di screening sui soggetti con sintomi e su coloro che sono stati a contatto stretto con casi positivi, si sono aggiunti i tamponi ai soggetti rientrati in Italia dopo viaggi all’estero e più recentemente quella di tamponi a determinate categorie di lavoratori a maggior rischio, quelli della logistica e della lavorazione carni.

In caso di positività tutti i contatti, familiari, amicali e lavorativi vengono a loro volta sottoposti a tampone, si sottolinea.

Lo scorso 13 luglio, dopo l’individuazione di un caso positivo in un dipendente di un’azienda agricola, è stato sottoposto a tampone tutto il personale riscontrando altri casi asintomatici.

L’ultimo caso di questo focolaio è stato individuato il 19 luglio. Così è accaduto anche in un altro focolaio che ha interessato un’azienda della logistica dove, a seguito dello screening, sono stati individuati alcuni positivi il 23 luglio scorso.

I due focolai- conclude l’Ausl Romagna- risultano dunque sotto controllo già da diversi giorni e circoscritti pur restando all’attenzione del Servizio per la sorveglianza sanitaria come avviene sempre”. Monitoraggio e vigilanza sul territorio proseguono “costantemente” e “unitamente ai programmi di screening previsti dalla Regione sui settori lavorativi a maggior rischio”.