Francesca Silvagni e Andrea Picone sposi, lo scorso 20 giugno

Tornare all’essenziale: questo ha insegnato l’emergenza sanitaria a Francesca Silvagni (30 anni) e Andrea Picone (31 anni), che si sono sposati lo scorso 20 giugno nella chiesa di Santerno.

Per loro l’essenziale era proprio questo: sposarsi. Il resto (festa, viaggio di nozze) è stato rimandato a data da destinarsi. Una scelta controcorrente la loro, come spiega il direttore dell’Ufficio Famiglie Edo Assirelli (“La maggior parte delle coppie che hanno seguito gli itinerari di preparazione al matrimonio quest’anno hanno spostato la data delle nozze al 2021”), che racconta di un cammino nel corso del quale Francesca e Andrea hanno appunto scoperto cosa è essenziale.

“Abbiamo seguito quello che era per noi il matrimonio: eravamo fiduciosi che il Signore ci volesse marito e moglie – spiega Francesca, senza fronzoli – e, appena c’è stata la possibilità almeno di avere vicino i nostri genitori e i familiari stretti, abbiamo deciso di sposarci”.

La data fissata era il 23 maggio, appena una settimana dopo la riapertura delle Messe: davvero troppo presto per poter immaginare una cerimonia pubblica: “Siamo quindi tornati alla nostra data originaria, il 20 giugno, e ci siamo sposati a Santerno con il sacerdote, don Matteo Papetti, i nostri genitori e fratelli e sorelle e una coppia di amici-testimoni”.

Il viaggio di nozze? “Era programmato: dovevamo andare in California. Vedremo. Intanto siamo andati a riposarci un po’ in montagna”. La festa con gli amici? “Abbiamo dato appuntamento a tutti l’anno prossimo, per il primo anniversario: saremo ancora qui e potremo festeggiare insieme”.

Insomma, Francesca e Andrea non hanno alcun tipo di dubbio: “Sì, vogliamo dirlo a tutti: ci si può sposare anche così. Ed è bello”. D’altra parte, tornando all’essenziale, quello era assicurato: Andrea, Francesca e il Signore. E con quello si può andare lontano.