Giovani in servizio civile in provincia

 “Da pochi giorni hanno terminato l’esperienza di servizio civile da noi tre giovani: una universitaria orinaria di Ragusa, un giovane del Togo e un ravennate e tutti e tre, al termine piangevano. L’incontro, seppure a distanza, con i poveri, il confronto con i volontari, e scoprire che anche nella nostra Ravenna ci sono sacche di emarginazione e povertà, li hanno segnati e fatti crescere”. Antonio Chiusolo, responsabile formazione della Caritas di Ravenna, così racconta il servizio civile vissuto durante la pandemia. Una esperienza che sarà possibile anche per altri giovani, grazie al bando di servizio regionale “Comunità in rete”, che scade il 25 luglio e mette a disposizione due posti al Centro di ascolto della Caritas di Ravenna, in piazza Duomo 12 (a fine articolo trovate tutte le indicazioni utili).

A questo nuovo progetto partecipano anche il Comune di Ravenna (tre i posti a disposizione al Centro immigrati) e la Caritas di Faenza (due posti al Centro di ascolto). “La specificità dei bandi promossi dalla regione, che sono iniziati nel 2003, è che si rivolgono a tutte le fasce di giovani, anche quelli che hanno minori opportunità e possibilità – spiega Chiusolo –. Con quest’ultimo progetto poi, si vuole mettere in rete le due comunità di Ravenna e Faenza per quanto riguarda l’accoglienza e l’assistenza delle persone in condizione di fragilità economica e sociale. Chi sarà impiegato (per 11 mesi, questo il periodo di servizio civile) al nostro Centro di Ascolto si occuperà soprattutto della gestione e distribuzione delle risorse alimentari che vengono consegnate ai bisognosi”.

Può non essere immediato e facile, per un giovane, scegliere di spendere quasi un anno della sua vita in un servizio di aiuto agli altri, ma il valore che c’è dietro questa tipo di scelta è evidente, secondo Chiusolo. “Se ne esce arricchiti umanamente e anche a livello formativo – precisa -. E’ lo Stato, in questo caso attraverso la regione, a investire sui giovani e lo fa anche attraverso il compenso mensile previsto per il servizio. E lo facciamo anche come Caritas di Ravenna, ad esempio insieme alla Pastorale giovanile, con il progetto link che permette a tanti studenti di sapere che cos’è il servizio civile. Venire a contatto con la realtà, con i problemi che vivono le persone, aiutarle, e informarsi, fare un percorso sull’integrazione, l’intercultura e la formazione civica come accade a chi viene a far servizio in Caritas, aiuta a diventare cittadini con una mente allargata, libera da paure e pregiudizi. E la conferma sta nel fatto che diversi giovani, terminata l’esperienza, tornano a trovarci e vogliono collaborare con noi perché hanno visto la bellezza e l’utilità dell’esperienza vissuta”.

E non manca la possibilità, tutt’altro che remota, di inserirsi, col tempo, in un percorso che porta ad avere un lavoro. “Quando un giovane mostra capacità, competenze e passione nel fare servizio civile – conclude Chiusolo – è possibile, ed è già accaduto, che sia poi inserito come collaboratore, o venga assunto dall’ente in cui è stato impiegato. Ad esempio una ragazza peruviana che ha fatto il servizio civile a Faenza, ora è impiegata presso la locale Caritas”.

Progetto “Comunità in rete”: due posti a disposizione al Centro di Ascolto della Caritas di Ravenna. Durata: 11 mesi (20 ore settimanali), avvio 1 settembre 2020. Rimborso mensile 433 euro, scadenza: sabato 25 luglio. Per info, e iscrizioni: www.caritasravenna.it, centro di ascolto Caritas, piazza Duomo 12, tel. 0544213677 .

Fabrizio Casanova