In Italia cresce più il cemento che la popolazione: nel 2019 sono nati 420 mila bambini e il suolo ormai sigillato è avanzato di altri 57 km quadrati (57 milioni di metri quadrati) al ritmo, confermato, di 2 metri quadrati al secondo. È come se ogni nuovo nato italiano portasse nella culla ben 135 mq di cemento.

A confermarlo sono i dati del Rapporto ISPRA SNPAIl consumo di suolo in Italia 2020” presentati a Roma. Il lavoro, che analizza le trasformazioni del suolo negli anni, in questa edizione si arricchisce di contributi provenienti da 12 Osservatori delle Regioni e Province autonome, anche grazie al progetto Soil4Life.

Lo spreco di suolo continua ad avanzare nelle aree a rischio idrogeologico e sismico: tra le regioni, l’Emilia-Romagna è al quarto posto con +404 ettari di suolo consumati (vale a dire 199.869 ettari, pari all’8,9% del totale), dietro a Veneto (+785 ettari), Lombardia (+642 ettari) e Puglia (+625), Sicilia (+611).

Tra le province, Ravenna si colloca al 40° posto con 18.577 ettari consumati (+21,4% rispetto al 2018): un dato che la colloca al sesto posto in regione (che ha sette delle otto province in fila indiana dal 34° al 41° posto), con Rimini più staccata (100esima con +11,4%).
All’interno della nostra provincia, guardando i 18 comuni, Ravenna ha un consumo di suolo pari a 6911 ettari (+10,6% rispetto al 2018), seguita da Faenza con 2462 (+ 4,37%) e Lugo (1574, + 1,32%). Cervia, l’altro comune della nostra diocesi, ha registrato un consumo ulteriore di 1244 ettari (+1,56%).