Iana Salenko e Marian Walter dall'Opera di Berlino al Ravenna Festival

Tornare a rivedere le stelle sulla scena e ad ascoltare musica dal vivo… Un’incantevole serata, dopo i mesi bui del lockdown: si può e si fa a Ravenna, dove solisti e coppie si alternano nello spettacolo Duets and Solos ideato da Daniele Cipriani. In tempi di postpandemia, non saranno passi incauti quelli che si intrecceranno sul palco della Rocca Brancaleone perché ne sono protagonisti coppie di fatto nella vita privata. Come Silvia Azzoni e Alexander Ryabko dell’Hamburg Ballet, Iana Salenko e Marian Walter che si “frequentano” sia a casa che all’Opera di Berlino. Arriva dall’Opéra di Parigi e si esibisce in solitaria Hugo Marchand; mentre la coppia al maschile in Folia de Caballeros – firmata da Sergio Bernal ed eseguita con Matteo Miccini – prevede che i due “caballeros” danzino senza toccarsi mai. Duettano a distanza con le étoiles ospiti d’eccellenza, Beatrice Rana al piano e Mario Brunello al violoncello, che accompagnano i passi con partiture specifiche e si alternano in esibizioni di sola musica.
Lo spettacolo, realizzato con il determinante contributo di Quick, è sold-out ma sarà trasmesso in diretta streaming su ravennafestival.live

Ritrovarsi tutti insieme, immersi tra musica, danza e arte è possibile grazie a un’intuizione semplice e acuta come l’uovo di Colombo: “Tutto è assolutamente regolare perché fortunatamente, nel mondo della danza, ci sono molti ballerini che fanno coppiaspiega Daniele Cipriani – e tra loro diverse étoiles. Ecco quindi che le nostre stelle potranno tranquillamente toccarsi, abbracciarsi e stringersi”.
Ma la magica serata di musica e danza – ideata con la consulenza di Gaston Fournier e frutto di una collaborazione tra il Ravenna Festival e la Fondazione Teatro Carlo Felice – Festival Internazionale del Balletto e della Musica/Nervi 2020 – si nutre di molte altre sintonie, dagli aforismi proiettati sullo sfondo curati dal sociologo Domenico De Masi che rilanciano riflessioni sul futuro. Frasi “che possono connotare l’uomo felice del 21° secolo – sottolinea De Masi -, dove anche la felicità si tinge della propria epoca”. Fino a scoprire imprevedibili “parentele” tra note e passi. Ben si intende di danza, infatti, Rodion Shchedrin, compositore della Quadrille per piano e violoncello che viene proposta nell’intervento solo musicale da Beatrice Rana e Mario Brunello: Shchedrin nel lontano 1958 sposò la divina Maja Plisetkaya – considerata tra le migliori ballerine del Novecento – restandole accanto tutta la vita, lungo la sua luminosissima carriera al Bolshoi.

“Sarabande, gighe, valzer… E la musica diventerà visibile attraverso il corpo di meravigliosi artisti, danzatori, star internazionali – dice Mario Brunello – Avrò il piacere di suonare con Beatrice Rana, fantastica pianista che trasforma in oro tutto quello che tocca, e l’onore di vedere il mio suono diventare figura, arte”.
“Il progetto Duets and Solos è nato da una situazione di emergenza, non come ripiego bensì come interessante opportunità artistica” racconta a sua volta Beatrice Rana (nella foto sotto). “Quello della danza – continua – è un mondo affascinante che da sempre ho ammirato come spettatrice. Suonare accompagnando un’azione coreografica naturalmente è diverso dall’eseguire in maniera autonoma: occorre rapportarsi con i danzatori e le scelte artistiche devono tenere conto delle esigenze interpretative di tutti”.

Il filo rosso tra musica e danza è tenuto stretto anche dai coreografi: speciale è l’assonanza che il coreografo John Neumeier ha sempre sentito per Chopin, sulle cui musiche ha creato balletti indimenticabili, come le atmosfere che sa riflettere in danza nei Nocturnes, eseguiti da Azzoni e Ryabko. E c’è lo Chopin riversato in pura contemporaneità nella coreografia di Edward Clug, SSSS, eseguita da Matteo Miccini. O l’istinto per Rachmaninoff che Uwe Scholz ha saputo infondere nella Sonata, duetto di danza sempre per la coppia di Amburgo. Oppure ancora si gioca a specchiarsi uno dopo l’altro, in variazioni “cignesche”, come faranno Iana Salenko, interprete dello struggente e classicissimo assolo della Morte del cigno di Fokine e Bernal con un cigno contemporaneo, selvatico e furente, disegnato dalla coreografia di Ricardo Cue. Dal Bach metafisico solo in musica che Beatrice Rana esegue con un estratto dalle Variazioni Goldberg al Bach danzato di A Suite of Dances di Jerome Robbins, creato per Baryshnikov, e interpretato qui da Hugo Marchand. Mentre la fisicità flamenca di Bernal nel travolgente Zapateado e il languore della Thais di Roland Petit proposta da Salenko e Walter ci ricordano la bellezza concreta e carnale della danza. A distanza, ma percepibilissima.

Info: tel. 0544 249244 – www.ravennafestival.org