Carl Heinrick Blockh (1877) Il discorso della montagna. Olio su tela Hillerød, Frederiksborg slot Museum
Carl Heinrick Blockh (1877) Il discorso della montagna. Olio su tela Hillerød, Frederiksborg slot Museum

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11, 25-30)
In quel tempo Gesù disse: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero”.

Il commento al Vangelo di don Lorenzo Rossini

Le parole di questa domenica sono una boccata di ossigeno nella frenesia e nella preoccupazione che abita il nostro tempo. Siamo immersi tra tante voci di sapienti, esperti, dotti ed eruditi che con le loro parole cercano di dare uan senso e una direzione al momento che stiamo vivendo. Ognuna di queste voci però ha la sua idea, la sua ipotesi, la sua verità spesso in contrasto l’una con l’altra e anche la professata “certezza” della scienza in questo tempo si è rivelata molto relativa e suscettibile di dubbi, affermazioni e contro affermazioni che invece di rassicurare gli animi li ha messi ancora più in confusione.

La voce del Signore oggi ci riporta nel giusto modo di vedere la realtà. C’è un Padre, che è Signore del cielo e della terra, che non tiene per sé le cose, non si chiude nella sua sapienza e nei suoi progetti su di noi, ma li comunica e li rivela a chi è in grado di accoglierli: i piccoli. Ci sono due modi di affrontare le situazioni della vita: il pensare di avere tutto nelle mani, di non avere bisogno di nessuno perché basto a me stesso, oppure, il rendersi conto di avere bisogno di qualcuno, di un compagno di viaggio, con cui condividere la vita.

Dio si propone per questo ruolo, chiedendoci di essere coscienti del nostro bisogno di Lui, mettendo da parte superbia e autoreferenzialità così tanto diffuse nel mondo di oggi, anche ecclesiale. Dio si propone come compagno di viaggio perché il riconoscere la sua guida, la sua compagnia, il suo essere con l’uomo, porti l’uomo a raggiungere la felicità che da sempre desidera e cerca. Ma Dio non si limita a rivelare i misteri del Regno, va ben oltre. Dio diventa, per chi lo accoglie e si fa accompagnare da Lui, ristoro, luogo di riparo, compagnia che “ricarica” l’animo umano.


In questi tempi, guardando e leggendo i mezzi di comunicazione sociali, siamo sballottati dalle onde di pensieri, spesso contrastanti, di sapienti che pretendono di risolvere i problemi dell’umanità a suon di talk-show o di proclami eclatanti. Il rischio di rimanere ingannati da tanti profeti di sventura è vivo e reale. Il Signore, sempre vivo e operante, ci mette in guardia e nello stesso tempo di conforta dicendoci la cosa più semplice, più umile, più vera. “Uomo hai bisogno di Dio, perché solo in Dio trovi tutto ciò di cui hai bisogno”.


Maria è l’esempio perfetto di colei che ha accolto a pieno questo invito di Dio. Lei è riuscita a vedere a pieno la presenza del Signore in ogni istante della sua vita è si è fidata totalmente di Lui, accogliendo anche l’umanamente impossibile. A lei guardiamo, lei invochiamo perché possa aiutarci a capire e scoprire che il nostro vivere ha bisogno di Dio, della Parola vera, del ristoro e del riposo che solo Lui può donare.
In questo percorso nel diventare piccoli c’è sempre posto però anche per i “sapienti” e gli “intelligenti”. Nel Regno c’è posto per tutti, purché cerchino di diventare “piccoli” usando la sapienza e l’intelligenza per vedere limpidamente oltre il proprio sguardo, scorgendo la presenza di un Creatore che ama e non di un “concorrente” da eliminare.