Pellegrini lungo la Via Misericordiae
Pellegrini lungo la Via Misericordiae

Piena estate, per tanti si avvicinano le ferie: il periodo migliore per fare esperienze di spiritualità, ritemprando oltre che il corpo, anche l’anima. Magari recandosi in una chiesa, una pieve aperta ai fedeli, o facendo uno dei “cammini” che collegano luoghi di culto che rivestono un significato storico, artistico e religioso particolare. Sono tante le rotte del sacro che si possono percorrere anche a chilometro zero, o quasli, in Romagna. Ne parliamo con don Tiziano Zoli, responsabile del Pastorale del tempo libero, sport e pellegrinaggi della regione

“La nostra Romagna offre tanti luoghi e possibilità a chi voglia fare una sosta spirituale – afferma don Zoli –. Io le definirei delle ‘aree di servizio’ per l’anima. A cominciare dalle tantissime e splendide pievi, molte dalla storia antica, immerse nel silenzio delle nostre campagne, dei nostri piccoli paesi”. Don Zoli non nasconde però che, a suo parere, una “sosta spirituale” è ancora più salutare per la persona se è preceduta da un cammino, che può essere di uno o più giorni, che aiuta a pensare e anche a liberarsi dai “pesi” della quotidianità.

“Ed in Romagna abbiamo tante possibilità di fare questi cammini”, spiega don Tiziano. In particolare ce ne sono che attraversano, anche se parzialmente anche la diocesi di Ravenna-Cervia. Dall’abbazia di Pomposa (Fe) fino all’eremo di Gamogna in Toscana si percorre la Via Misericordiae, poi c’è il cammino di Sant’Antonio, che va da Padova a fino a Monte Paolo (Forlì-Cesena) ed è molto frequentato. Tra l’altro l’anno prossimo, spiega don Zoli, ricorreranno gli ottocento anni dell’incontro fra Sant’Antonio di Padova e San Francesco d’Assisi. E poi c’è il Cammino di Dante è un itinerario ad anello tra la Romagna ed il Casentino che ripercorre l’ideale percorso che Dante Alighieri compì agli inizi del XII secolo tra le città di Ravenna e Firenze ed il cui tracciato si sviluppa lontano dalla strada asfaltata e lungo antichi sentieri “in cresta” di origine etrusco-romana.  Ancora, la Via Romea Germanica ripercorre il viaggio affrontato dal Monaco Alberto di Stade nel 1236 verso Roma e minuziosamente trascritto nel suo diario di Viaggio: parte da Ausburg, dove fu definito lo scisma del 1517 e passando per Trento, città della Controriforma, e Padova e arriva fino a Casalborsetti e Ravenna.

Santuari, pievi, luoghi di culto che ricordano il passaggio o la sosta di santi, sono tutti ambienti utili per chi è in ricerca spirituale, o ha semplicemente bisogno di ricaricarsi. “Sono luoghi questi – conclude don Zoli – dove la persona trova tre cose: il silenzio, in un ambiente ricco di storia, di arte, con opere spesso anche pregevoli, e soprattutto di fede. Poi può incontrare e conoscere altre persone che come lui, vi si recano a pregare o sono in ricerca. Infine, là dove sono presenti, trova delle comunità religiose o un sacerdote con cui può dialogare e accedere ai sacramenti. Oggi fra l’altro, con le possibilità che offre la rete, è facile trovare questi luoghi, con tutte le indicazioni necessarie”.

Per saperne di più si può consultare il sito www.camminiemiliaromagna.it