Si torna a parlare di concessioni demaniali. In questi giorni, infatti, è stato approvato un emendamento al Decreto Rilancio licenziato dal Governo che conferma l’estensione delle concessioni demaniali marittime al 2033, di fatto prolungando quanto era già stato deciso un anno e mezzo fa, con la legge 145/2018, la quale estendeva le concessioni senza dare però specifiche direttive ai Comuni interessati e alle varie autorità portuali.

In pratica, non soltanto le concessioni balneari in Italia sono state estese fino al 2033, andando contro a quelle che sono le linee guida della Direttiva Bolkestein varata nel 2006, ma la legge di fatto impedisce esplicitamente ai Comuni e alle autorità portuali di effettuare la messa a gara delle concessioni in essere fino al 2033. Analogo risultato non è stato, invece, raggiunto con le concessioni pertinenziali, cioè quelle gravate da maxi-canoni, che operano su beni in muratura di proprietà dello Stato, essendo stato bocciato l’emendamento che consentiva a questo tipo di concessionari di vedersi abbassati i canoni.

Per Maurizio Rustignoli, presidente di Coop. Spiagge Ravenna e presidente nazionale di Fiba-Confesercenti, “la conferma dell’estensione al 2033 è un segnale importante per le imprese balneari, per recuperare certezza e fiducia per affrontare la stagione nonostante il momento difficile dovuto all’emergenza covid-19. Una richiesta che Fiba avanzava da tempo, poiché le nostre imprese si trovavano in una situazione complicata: la maggior parte di queste, infatti, aveva la scadenza del titolo concessorio a dicembre 2020 mentre la maggior degli enti locali italiani, di fatto, non aveva ancora recepito la legge 145/2018 che estendeva i titoli concessori al 2033. Con il decreto rilancio è stata finalmente fatta chiarezza. Ora è necessario che diventi immediatamente operativa e che i molti Comuni ancora inadempienti procedano all’estensione dei titoli concessori. Esprimiamo invece rammarico per la mancata risoluzione della drammatica questione delle concessioni pertinenziali che coinvolge alcune centinaia di imprese balneari: un provvedimento atteso da anni e non più rinviabile”.

Soddisfatto anche Danilo Piraccini, consigliere della Cooperativa Bagnini di Cervia: “E’ una notizia che ci fa piacere e che ci permette di continuare a fare gli opportuni investimenti e di garantire a tutti una totale fruizione della spiaggia e dei suoi servizi, senza obblighi. Rimane il nervo scoperto delle concessioni pertinenziali che per quanto riguarda Cervia sono limitate ad un paio di stabilimenti e di ristoranti. Qui parliamo di canoni che sono riconosciuti non sostenibili da chiunque. Certo, c’è la questione Bolkestein sempre sul tappeto: parliamo di una normativa europea che sovrasta una normativa nazionale. Quella direttiva coinvolge tantissimi settori imprenditoriali e merceologici mettendo tutte le nazioni sullo stesso piano, ma le spiagge italiane hanno caratteristiche uniche, non ha paragoni con le altre spiagge europee e non possono essere assimilate alle altre degli altri Paesi, che non hanno alcun interesse ad andare all’asta ma semmai ambiscono ad entrare in un determinato circuito internazionale. Ci sono situazioni col canone che potrebbero essere riviste, ma il ragionamento va fatto con tutte le carte in tavola, distinguendo i vari ambiti imprenditoriali”.