Il gruppo che ha partecipato al Treno della Grazia nel 2019

Sono trascorsi poco più di trent’anni da quel 17 giugno 1990, quando da Piacenza a Rimini salirono 350 persone, e quest’anno, per la prima volta, il Treno della Grazia (TdG), destinazione Loreto, si ferma per questo strano 2020.
Il Treno della Grazia era già programmato per settembre 2020 (per cercare di abbassare i costi di quest’esperienza) ma il Covid-19 e tutte le norme anti-contagio per prevenirlo l’hanno fatto slittare al 2021. Ma non si ferma quel circolo virtuoso di amicizia e solidarietà che è cresciuto grazie a questo pellegrinaggio regionale, rivolto ai bambini e ragazzi normodotati e diversamente abili e alle loro famiglie. Infatti sabato 5 settembre per gli amici del Tdg è in programma a Cervia, nella nostra diocesi, una giornata di incontro e festa al bagno Balmor 156, nel Lungomare Grazia Deledda.

“L’idea era di andare al bagno ‘Insieme a te’ a Punta Marina, attrezzato proprio per ospitare anche le persone disabili – dice Marco Piolanti, tra i promotori e vera anima, sin dagli inizi, del TdG – ma lo stabilimento chiuderà il 31 agosto. Così andremo al Balmor 156, parzialmente attrezzato per i disabili”.

C’è una ragione altrettanto significativa che porterà a Cervia, quel giorno, persone da tutta la regione, e non solo quelli legati all’Azione Cattolica e all’Unitalsi (le associazioni che da sempre promuovono il pellegrinaggio). “Negli ultimi anni la Romagna è diventata lo ‘zoccolo duro’ delle presenze al Tdg – precisa Piolanti –  basti pensare che l’anno scorso su duecento partecipanti circa ottanta venivano dalla diocesi ravennate, per cui la scelta di Cervia rientra in questa logica”.

L’appuntamento di Cervia sarà l’occasione giusta per studiare il rilancio del Tdg. Oltre all’accoglienza iniziale, al pranzo e a due bagni in acqua, cui parteciperanno anche i disabili presenti, aiutati dai volontari, è previsto infatti un confronto fra gli educatori e gli organizzatori del TdG, per capire come sarà possibile riprendere il pellegrinaggio già dal 2021. “La volontà di riprendere c’è – continua Piolanti –. I problemi non mancano, e non sono legati solo all’applicazione delle norme anti Covid. Negli ultimi anni è calato il numero di volontari e quello dei partecipanti e i costi di partecipazione sono alti. Ma abbiamo il desiderio di tornare a incontrarci, a giocare,  a fare gruppo con i ragazzi all’ombra della Madonna di Loreto che ogni anno preghiamo nella Santa Casa della basilica”.

Trent’anni di Treno lasciano un segno: “Abbiamo accumulato una ricchezza umana e di fede grande in questi anni. Il segreto della nostra costanza e del nostro impegno come animatori e volontari è tutto qui: sono i ragazzi (disabili e non), la loro amicizia e voglia di vivere che ci trasmettono a distanza di trent’anni, che ci fanno pensare: non vedo l’ora di tornare insieme a loro a Loreto”.