Un primo piano di Daniela Giovanetti nel giorno della presentazione ufficiale della nuova società

“Spaventata sì, ma anche piena di entusiasmo per quella che reputo una sfida molto difficile ma altrettanto affascinante”. Daniela Giovanetti, 51enne commercialista di Cervia, ma con uno studio in centro a Ravenna, è la presidentessa del Porto Robur Costa 2030, la nuova società costituitasi ufficialmente il 5 giugno scorso, che dovrà portare avanti l’esperienza di Ravenna nella SuperLega di volley maschile (il prossimo campionato, che comincerà il 13 settembre, sarà il decimo di fila nella massima serie) e proseguire con la filosofia che ormai caratterizza questa squadra: fare di Ravenna il laboratorio per la crescita e valorizzazione dei talenti.

La Giovanetti sta, dunque, muovendo i primi passi nella storia del volley ravennate maschile, che mai prima d’ora, dal 1946 quando la Robur vinse il primo scudetto italiano, ha avuto una presidente donna. “Non conoscevo questo particolare e, adesso che lo so, mi rendo conto della responsabilità – spiega la neopresidentessa – che mi porto dietro: Ravenna è una città che trasuda storia, tradizione, vittorie, è la città dove la pallavolo è nata. Posso solo essere orgogliosa di questo incarico, per il quale darò il massimo, come darà il massimo tutto il gruppo dirigente di questa società”.
Con Daniela agiranno in seno al cda Veniero Rosetti, presidente del gruppo Consar che ha rinnovato la sponsorizzazione ed è stato l’ispiratore del nuovo progetto, Piero Roncuzzi, Simone Bassi e Antonio Venturini.

“Conoscevo già Rosetti per motivi di lavoro e quando si è concretizzata l’idea del nuovo club, lui ha puntato molto su di me – ammette – come presidente. Non nego che la pallavolo mi piace, perché è uno sport per famiglie, che trasmette quel clima da grande famiglia, di affiatamento, amicizia e genuinità che ho sempre visto negli anni, andando a vedere le partite con mio figlio, e ho particolarmente apprezzato. Questa è un’identità che non dovremo smarrire; tenendol bene a mente questo, questa società lavorerà ad un progetto ad ampio raggio, richiamato anche dal nome, con quel 2030 che guarda ovviamente lontano, con una struttura organizzata, consolidata, motivata e appassionata. Adesso stiamo correndo contro il tempo e con le prime pressanti scadenze”. Che sono il perfezionamento dell’iscrizione (la scadenza è il 15 luglio), il completamento delle pratiche per l’acquisizione del titolo sportivo, l’organizzazione di tutte le aree operative del club e le operazioni di mercato che Marco Bonitta, confermato nel doppio ruolo di coach e direttore sportivo, sta perfezionando per completare l’organico che dovrà affrontare la prossima SuperLega. Due sono già ufficiali: il ritorno del centrale Stefano Mengozzi, 35 anni, ravennate purosangue, e l’arrivo dello schiacciatore bolognese Giulio Pinali, 23 anni, che giocherà da opposto.

“Le cose da fare sono tantissime – conferma Giovannetti – e in pratica da un mese non faccio altro che dedicarmi alla società. Mi sto confrontando con me stessa in un mondo lontano da quello che è il mio ambito naturale”. Daniela Giovanetti colora ancor più di rosa il mondo della SuperLega maschile, che già annovera altre tre presidentesse: Simona Sileoni a Civitanova, Catia Pedrini a Modena, club nel quale anche il ruolo di vicepresidente è ricoperto da una donna, Giulia Gabana, Elisabetta Curti a Piacenza, mentre a Monza nel ruolo di team manager c’è Francesca Devetag, ex pallavolista. “So che c’è questo piccolo esercito di donne in SuperLega: non ho ancora avuto occasione di parlare con loro ma confido di farlo quanto prima, per confrontarmi con loro e scambiare informazioni utili”.