È un problema “generazionale” per il Prefetto di Ravenna, Enrico Caterino, ma non solo. Certo, i locali aperti sono meno, spiega a Risveglio Duemila, e questo favorisce gli assembramenti in un’estate, quella del 2020, nella quale si rischia davvero troppo con la movida. Ma a preoccupare il Prefetto sono soprattutto quegli eccessi nel consumo di alcool, forse connessi alle condizioni psicologiche che vivono i ragazzi dopo i lunghi mesi di lockdown e che si verificano nei fine settimana a Cervia e Milano Marittima, certo, ma “in tutto il litorale”. E l’ubriachezza molesta: “una volta usciti dai locali, nei centri storici provoca assembramenti e situazioni che quest’anno, più di altri, rischiano di mettere in pericolo l’incolumità delle persone”.

Di fronte a tutto questo (“il problema si concentra nel week-end – spiega il Prefetto –  anche se nelle ultime settimane va migliorando”), Caterino annuncia una campagna informativa sulle misure anti-contagio che coinvolgerà spiagge, piazze e luoghi del turismo in provincia per richiamare tutti al senso di responsabilità perché l’epidemia di Covid non è affatto alle spalle: “Ci saranno avvisi sotto ogni ombrellone, annunci con gli impianti acustici e una vera e propria campagna”.

I numeri delle sanzioni elevate tra giugno e luglio, in realtà, non sono preoccupanti: su 11mila persone controllate, spiega il Prefetto, ne sono stati multate 26, così come per quel che riguarda gli esercizi commerciali, su 6300 ispezioni le sanzioni sono state 15 e 4 chiusure di locali. Anche perché, prosegue il Prefetto, in questa prima fase “abbiamo privilegiato un atteggiamento di educazione, persuasione e sostegno nei confronti in particolare delle attività produttive che riaprivano e dovevano adeguarsi alle norme che sono nuove per tutti”. Ciò non toglie che dopo alcuni richiami senza effetti, si arrivi alla sanzione. E forse ancor più velocemente d’ora in poi.

Ma veniamo al capitolo controlli, perché con la ripresa delle attività e del turismo, le situazioni sulle quali è necessario vigilare aumentano. “Non riusciamo ad arrivare dappertutto – ammette il Prefetto – e d’altra parte non avrebbe senso militarizzare la zona costiera. Ma i controlli ci sono, soprattutto nei week-end, nelle zone della movida e per quel che riguarda gli abusi di alcool e droga”. Ma serve senso di responsabilità da parte di tutti, anche perché il numero di agenti formati e in grado di prendere servizio quest’anno scarseggia, non solo a Ravenna. “Più che stazioni fisse ci organizzeremo con postazioni mobili – spiega Caterino – perchè sono più efficaci. L’estate è sempre stato un periodo di super-lavoro in provincia e in Romagna ma per fortuna possiamo contare su una polizia locale molto ben preparata e sulla collaborazione interforze ai massimi livelli”.