Patrizia Amici (al centro) a Lourdes
Patrizia Amici (al centro) a Lourdes

“Un pellegrinaggio per ricordare e pregare le tante vittime e per i loro famigliari. Un pellegrinaggio per ringraziare chi ha messo a rischio la propria vita per salvare altre vite”. Inizia così il testo che presenta il pellegrinaggio a Lourdes promosso dall’Unitalsi emiliano romagnola dal 16 al 19 ottobre, in aereo e che, per la sezione ravennate dell’associazione, sarà il secondo, dopo i mesi di sospensione dovuti al lockdown.

“Il primo pellegrinaggio lo faremo a Loreto, dall’11 al 13 settembre – spiega Patrizia Amici, presidente dell’Unitalsi ravennate – e sarà presieduto da monsignor Francesco Cavina, fino al giugno scorso vescovo di Carpi”. Ma è l’appuntamento a Lourdes, ad ottobre, che acquista un significato speciale, alla luce di quanto si è vissuto nel periodo della pandemia. “Sarà una esperienza aperta a tutto il personale sanitario dell’Emilia Romagna e ai volontari. Tutti coloro, cioè che sono stati in prima linea nella lotta contro il Covid. Intendiamo così portare, davanti alla Madonna, alla Grotta di Massabielle, il loro coraggio, la loro abnegazione e vogliamo anche ringraziarli per quanto hanno fatto e continuano a fare”, continua Amici.

Pochi, nell’occasione, saranno invece i malati, e questo a causa anche delle rigide e doverose norme sanitarie che prevedono, tra l’altro, per ogni persona malata, il rilascio di una scheda medica e una autorizzazione da parte del medico di base. “Potremo avere con noi qualche persona disabile, ma che sia priva di serie patologie. E’ stata una scelta che l’Unitalsi ha fatto, in questo momento in cui occorre procedere con cautela, e l’abbiamo decisa proprio per tutelare le persone sofferenti. In una realtà come Lourdes e con le norme sanitarie e di sicurezza anti Covid in vigore è molto complesso assistere in tutta sicurezza i malati”, spiega Patrizia Amici.

Dame e barellieri dell’Unitalsi ravennate hanno continuato, anche durante il lockdown, a mantenere i contatti con gli anziani, i disabili, con quei pelllegrini che ogni anno accompagnano a Lourdes e in altri santuari mariani. “Non è stato facile, perché non si poteva andare nelle case di riposo, nelle Rsa, – precisa Amici – tuttavia le videochiamate sono state molto utili, e quando ci è stato permesso abbiamo fatto visita anche alle persone nelle case. Ma ad ognuno di noi è mancato molto il contatto umano, il potersi guardare, sorridere, abbracciare ed è questo tipo di rapporto con i nostri malati e anziani che con il tempo e quando sarà possibile, vogliamo recuperare”.

La prima data di ripresa delle attività unitalsiane sarà il 5-6 settembre: in diocesi infatti si terranno le Giornate nazionali Unitalsi, inizialmente previste a primavera. “Saremo nelle parrocchie, davanti alle chiese, con i nostri ulivi, le piantine, il materiale informativo e speriamo che siano in tanti a fermarsi per conoscere la nostra attività”, conclude Amici.Per ulteriori informazioni sui pellegrinaggi: Unitalsi Ravenna, via don Angelo Lolli, 11, tel. 054438170.

Fabrizio Casanova