Uno scatto del libro di Giampiero Corelli

Un racconto per immagini dei mesi di lockdown. Questo vuole essere “Data mi fu soave medicina”, il libro firmato dal fotoreporter ravennate Giampiero Corelli (collaboratore di Risveglio Duemila), che verrà presentato il 22 luglio alle 18 all’ospedale di Ravenna, e che a settembre, dall’1 al 20, sarà anche una mostra esposta a Palazzo Rasponi delle Teste.

Davanti all’obiettivo di Corelli scorrono i volti dei protagonisti dei mesi più difficili di quest’emergenza sanitaria: medici, infermieri e operatori sanitari del Santa Maria delle Croci (ne ha fotografati 80, alcuni vestiti con gli scafandri anti-contagio che sono diventati il simbolo della lotta al Covid sui giornali di tutto il mondo) ma anche l’arcivescovo Lorenzo, nella Via Crucis solitaria in una Cattedrale deserta, il sindaco De Pascale nel vuoto del consiglio comunale e scatti di una Ravenna spettrale come l’abbiamo vista nei mesi di lockdown.

La scelta stilistica, per quel che riguarda medici e operatori sanitari, è stata quella di fotografarli in penombra, con una candela in mano: “Erano i giorni più bui – racconta Corelli a Risveglio Duemila – non si sapeva come affrontare l’emergenza: non lo sapevano le persone comuni ma nemmeno gli operatori sanitari, all’inizio. In quel contesto di buio, quella luce parlava di intimità, di spiritualità, indipendentemente dal tipo di religiosità che ognuno ha”. Un dialogo aperto, insomma, in un tempo in cui tutti abbiamo dovuto fare i conti con l’idea della morte, anche solo nel rito quotidiano del bollettino dei contagi e dei deceduti.

E come hanno reagito i sanitari alla richiesta inusuale di un fotografo? “Tutti molto disponibili – dice Corelli –: c’è chi è visibilmente stanco, chi sorride e questo dà molta forza. Sono stati mesi davvero particolari: entravo in ospedale inquieto per fotografare persone potenzialmente contagiose ma ne uscivo, sempre, rasserenato dal contatto con queste persone”.

La prefazione del libro (editore Danilo Montanari) è curata dal sindaco, Michele de Pascale e dal direttore sanitario dell’Ospedale, Paolo Tarlazzi. All’interno, testi di Ermanna Montanari e Marco Martinelli, Nevio Spadoni e Dedi Baroncelli, con il contributo critico di Michele Smargiassi di La Repubblica.

Sono oltre 200 gli scatti che il fotografo presenterà mercoledì in ospedale: la maggior parte di operatori in prima linea nell’emergenza: dal Pronto Soccorso agli Infettivi fino al cosiddetto Pneumo-Covid: “Credo che chiunque abbia preso in mano quella candela si sia un po’ interrogato”. L’obiettivo è di far interrogare e riflettere, alla stessa luce, anche i lettori.