Il presidente delle Acli nazionale alla presentazione del suo libro al Giardino delle Erbe Dimenticate

“Come in un naufragio, occorre buttare le cose inutili, poi magari anche l’essenziale ma è indispensabile, sempre, salvare le persone”. L’insegnamento per noi reduci da un’emergenza sanitaria come quella del Coronavirus, secondo il presidente nazionale delle Acli Roberto Rossini, a Ravenna martedì 14 luglio per presentare il suo ultimo libro, “Più giusto. Cattolici e nuove questioni sociali” (organizzato dalle Acli locali e in particolare da Walter Raspa), arriva da San Paolo negli Atti degli apostoli, dove appunto si narra del suo naufragio sulla rotta verso Roma. “Un viaggio incredibile – spiega –, nel quale, appunto è costretto ad abbandonare prima i suoi beni, poi anche il cibo e infine la barca”. Ma poi a Roma ci arriva, senza perdere il suo compagno di viaggio.

“Ecco – ha spiegato martedì sera al Giardino delle Erbe dimenticate di piazzetta Serra –, in tempi di transizione come quelli che stiamo vivendo, ti accorgi che quel che hai accumulato non è più utile. Bisogna cambiare. L’unica cosa da salvare sono le persone”.

In questa delicata fase, i cattolici, argomenta Rossini, hanno un ruolo fondamentale, che è quello di “connettere: trovare il buono nel mondo e mettersi insieme alle altre cose buone che troviamo nel mondo, che ci danno un’idea di futuro. È una grande responsabilità. Abbiamo qualcosa da dare, anzitutto il recupero del senso delle cose. Siamo stati i primi a curare i poveri, gli ammalati, abbiamo fatto le scuole, siamo entrati in politica e ci abbiamo portato i nostri valori. Certo, abbiamo un altro compito fondamentale: pregare per il nostro Paese, senza strumentalizzarlo, in modo sobrio, ma pregare per la politica”.

“Lavorare in rete, tessere relazioni: questo ci dice il libro del presidente Rossini – ha spiegato il presidente delle Acli di Ravenna Antonio Nonni introducendo la serata –, una grande sfida per l’associazionismo cattolico, a partire da alcuni punti di riferimento: i poveri, l’educazione e la scuola”.

Se abbiamo imparato qualcosa in questi mesi di emergenza sanitaria – ha aggiunto il sindaco Michele de Pascale – è il valore della comunità. E su questo le Acli e l’associazionismo cattolico sono un faro, anche per il coraggio e la voglia di affermarli i loro valori”