Una vigilia della festa di Sant’Apollinare con il cuore in cammino. Anche se non ci si è spostati dal sagrato di Sant’Apollinare in Classe, quella di mercoledì sera che ha dato inizio alle celebrazioni per il Patrono, non è stata una veglia statica. Sin dalla preghiera di affidamento iniziale che l’arcivescovo Lorenzo ha voluto fare a due santi ravennati (il primo e l’ultimo, della nostra Chiesa locale) in cammino perchè missionari: San’Apollinare e San Guido Maria Conforti.

Si è quindi pregato per le vocazioni, i poveri e gli ammalati, per i lavoratori e gli studenti “così tanto provati questo tempo di pandemia”, per i consacrati, per i governanti e ovviamente per la nostra missione diocesana di Carabayllo.

I brani della Scrittura che hanno fatto da cornice alla riflessione sono stati tratti da Geremia (7,3-7, “Rendete buona la vostra condotta e le vostre azioni”), dagli Atti degli Apostoli (il miracolo di Pietro e Giovanni nei confronti dello storpio, 3,1-8) e dal Vangelo di Matteo nel passo della tempesta sul lago nel quale Gesù e Pietro camminano sulle acque (14,22-33). Alla fine, dopo la riflessione dell’arcivescovo Lorenzo, un passo della meditazione di Papa in tempo di pandemia del 27 marzo, e la preghiera a Maria.

“Come ci insegna la prima lettura – ha spiegato monsignor Ghizzoni – non bastano preghiere e orazioni: il Vangelo ci chiede una vera e propria conversione” che non può non indurci a vedere le povertà e i bisogni dei fratelli. “L’adesione a Cristo e l’amore ai fratelli sono le due dimensioni della carità”: due facce della stessa medaglia perché la fonte dell’amore per i fratelli è Cristo.

“La seconda lettura ci dice che anche la Chiesa ha il dono e il potere di aiutare l’uomo, schiacciato dal suo peccato, a risorgere”: un compito della Chiesa e di tutti noi.

Infine il Vangelo. “Questo passo di Matteo inizia dicendo che Gesù trionfa sul mare in tempesta, che domina sulle forze negative, le supera, ci cammina sopra. Anche la Chiesa può camminare sulle acque della storia, superando persecuzioni, i momenti di apparente sconfitta della sua azione educativa, della sua missione. Ma noi non dobbiamo avere paura. La storia lo dimostra: in mezzo a noi c’è Lui, il vero figlio di Dio”. 

Nell’ultima pagina del libretto: gli anniversari di sacerdozio di 10 preti della nostra diocesi. Missionari della fede da 25, 50, 60 anni e oltre nelle nostre terre.