E’ ripartito il progetto “Sport, Salute e Disabilità”, portato avanti in condivisione da Csi Ravenna e cooperativa La Pieve, legate da una collaborazione ormai decennale. Con il via libera regionale alla riapertura, sia pure con tutte le cautele del caso e con tante condizioni da seguire, delle attività fisiche e sportive, è tornato lo sport nella sua espressione più salutare, ovvero attività motoria di base e ginnastica di mantenimento, anche all’interno di alcune delle strutture, siano esse centri residenziali e centri diurni socio-occupazionali, gestite dalla cooperativa La Pieve. Dopo un primo atto, in piena fase 1 dell’emergenza sanitaria, in cui in un centro socio occupazionale, l’Arcobaleno, sono state strutturate attività a distanza tramite Whatsapp e video chiamate, e sono state messe in atto anche semplici “proposte” ginniche, in Fase2 tre strutture coinvolte hanno aderito al progetto, concretizzato “sul campo” da operatori sportivi qualificati, debitamente formati dal Csi, che ha fornito anche gli strumenti tecnici e le attrezzature per svolgere tale attività.

“Passato il lungo periodo di tempo sospeso, gli ospiti dei centri residenziali che seguiamo – spiega Christian Rivalta, responsabile del progetto – hanno cominciato a uscire, a incontrare i familiari, e sono tornati a desiderare il piacere di una passeggiata, di un’attività fisica. Da qui, l’idea di ripartire con il progetto. A Villa Mori, già durante il lockdown, un’operatrice qualificata proponeva un’ora al mattino due volte alla settimana coinvolgendo  nell’attività sportiva 5-6 ospiti. Ora alla riapertura dei diurni al CSO Santa Rita e al centro La Coccinella lavoriamo su gruppi di 5 utenti al massimo ogni volta, contingentati, proponendo esercizi di ginnastica e aspetti di attività motoria di base. Qui, la possibilità di sfruttare l’ampio cortile di cui sono dotate le due strutture, ci ha spinto a prolungare queste attività anche per tutto il mese di agosto”.

Presto altre due strutture della galassia Pieve, il CSO Sant’Antonio e il residenziale San Giuseppe, aderiranno al progetto. “Entro pochi giorni dovremmo essere in grado di avviare qui dentro – conferma Rivalta – un progetto di attività sportiva con musica, curata da un operatore qualificato esterno che entra nelle strutture rispettando ovviamente tutti i protocolli e tutte le norme previste dai vari decreti e dalle varie ordinanze”.
E’ uno sforzo rilevante, ma ben ripagato dalla soddisfazione degli utenti delle strutture. “Sono molto contenti. Adesso che hanno ricominciato a uscire, chiedono di sfogare tutta la fatica dell’inattività con iniziative di vario tipo: vogliono andare in piscina, a fare un giro in pulmino, quindi l’idea di creare una struttura che impegni in attività fisiche e sportive e chi già era abituato a camminare chiede di farlo di più. Con questo progetto cerchiamo di accontentarli: non è come andare in palestra ma sicuramente li aiuta a stare in “forma”; una sorta di luce in fondo al tunnel”.

“L’attività per la terza età e per i disabili è al centro del nostro modo di promuovere e proporre lo sport – ricorda Alessandro Bondi, presidente del Csi Ravenna – e queste sono proposte cresciute e consolidate negli anni grazie anche alle preziose collaborazioni con cooperative e associazioni che operano nel settore. Con questo progetto specifico siamo riusciti a produrre un’attività importante e utile anche in piena emergenza sanitaria, rispettando tutti i protocolli e le normative anti-contagio. L’entusiasmo degli ospiti di questi centri e strutture è per noi uno stimolo a continuare a puntare su questo tipo di attività, anche nella prossima annata sportiva confidando in una normalizzazione della situazione sanitaria”.