La recente cerimonia di commemorazione di Quinto Ascione a Cervia

Oggi, 28 agosto, ricorre l’anniversario della morte di Quinto Ascione, avvenuta sulle rive del Don nel lontano 1942. Era familiarmente chiamato Tino dagli allievi della parrocchia di Cervia. Confidò loro che si sarebbe arruolato volontario nel VI RGT Bersaglieri di Bologna diretto in Russia “per portare Dio nella terra degli atei“. In realtà, come avrebbe poi sempre ricordato mio padre Aurelio (comandante della III Compagnia) all’arrivo delle nostre truppe la popolazione locale si affrettava a contattare i nostri cappellani militari a cui chiedeva tutti i sacramenti.
Assisteva poi alle Messe “al campo” tenendo sollevare sul capo le icone di famiglia nascoste per anni all’interno delle abitazioni.

Il 13 agosto 1942, festa di San Cassiano, patrono della sua Imola, mio padre fu ferito all’emitorace sinistro in zona precordiale da un proiettile di parabellum sparato da pochi metri. Restò per ore a perdere sangue nella terra di nessuno. Fu infine raggiunto da Ascione che gli disse ” Sgnor capitè, al port in selv me”. Lo caricò sulle spalle e lo trasportò (” Io madido di sudore, il capitano madido di sangue”) al posto di medicazione. Ascione sarebbe poi caduto in battaglia da eroe il 28 agosto, meritando la Medaglia d’Oro al Valore Militare “alla memoria”.

Mio padre, a sua volta decorato di Medaglia d’Argento al V.M. e di Medaglia di Bronzo al V.M. “sul campo”, dopo mesi in pericolo di vita negli ospedali militari, si riprese e tornò alla vita civile. A inizio anni ’90 fu promosso al grado di Tenente Colonnello del ruolo d’onore. Quando nel 1993 le spoglie di Ascione rientrarono in patria fu invitato dal Ministero della Difesa a presenziare alla cerimonia. Sebbene fosse già in precarie condizioni di salute (sarebbe morto nel 1994), volle essere da me accompagnato a Cervia a testimoniare di persona la sua gratitudine.

Qui, alla presenza del Picchetto d’Onore schierato sul Presentat Arm posando la mano con affetto riconoscente sulla piccola urna pronunciò poche e toccanti parole fra l’intensa commozione dei presenti intervenuti numerosi in quella luminosa mattina di inizio marzo. A questi confidò che aveva avuto la sensazione di aver rivisto in Ascione la figura evangelica del Buon Samaritano.

Mario Barnabé
I° capitano medico della riserva di complemento in congedo