La Messa ad Argenta
La Messa ad Argenta

È il 23 agosto 1923. Ad Argenta un faro, una guida:don Giovanni Minzoni viene brutalmente ridotto in fin di vita per spianare la strada a un odio cieco, che pretende l’eliminazione sistematica di chi coltiva il bello, il vero. Ma non è seguito l’oblio e, anche quest’anno, gli argentani e il mondo scout, hanno celebrato il suo insegnamento, domenica 23 agosto, durante la Messa delle 18 in Duomo. Il mondo politico locale, i gruppi scout, il Centro Giovanile di Argenta, i fedeli, hanno pregato e ascoltato le sentite parole dell’Arcivescovo monsignor Lorenzo Ghizzoni e di padre Roberto Riccio (assistente nazionale Scout Agesci) nel luogo da dove è partito il desiderio di costruire del sacerdote.

All’inizio della celebrazione l’Arcivescovo ha messo in risalto l’importante ruolo educativo che ebbe don Minzoni per i ragazzi e i giovani: un esempio attuale ancora oggi. E’ stato invece padre Roberto Riccio a tenere l’omelia. Riferendosi al brano del Vangelo, che invitava a porsi la domanda “Chi credete che io sia ?”. Padre Riccio ha affermato che “don Minzoni ha trovato risposta nell’assistenza e fedeltà ai giovani del suo tempo, non tradendo la loro fiducia in un mondo che esprimesse le libertà di ognuno”. Al termine della celebrazione gli scout Agesci, il presidente nazionale Scout Europa, il gruppo Cngei di Argenta hanno consegnato a monsignor Lorenzo Ghizzoni la richiesta di avvio del processo di beatificazione di don Minzoni; l’Arcivescovo, accogliendola, ha chiesto alla comunità di unirsi nella preghiera per il compimento del difficile e lungo cammino.

A seguire si è tenuta una cena proprio all’ombra della statua di don Minzoni, in collaborazione con numerose associazioni argentane, durante la quale si è data continuità al messaggio di don Minzoni: lo stare insieme provenendo da tante estrazioni, ma nello scopo comune del servizio. La cena è stata accompagnata dalla lettura di alcune lettere di don Minzoni. Dopo questa giornata intensa, possiamo dire che il messaggio di don Minzoni è ancora vivo e lavora in ogni persona che è stata colpita dalla sua fede e dalla sua sassione, dal suo attaccamento alla vera vita e dal suo amore per ogni fratello. Ed è ancora vivo ad Argenta, perché, ancora oggi ci insegna ad “attendere la bufera”, “a cuore aperto, con la preghiera che mai si spegnerà sul mio labbro per i miei persecutori”.

Anna Chendi, per la parrocchia di Argenta