In un periodo in cui il settore del turismo cerca un difficile rilancio, il mondo dell’ospitalità di matrice religiosa si propone agli italiani con un’iniziativa dedicata a chi vuole conoscere un’accoglienza che privilegia la familiarità, il confronto e la convivialità. L’iniziativa, non a casa, s’intitola “Ospitiamo a braccia aperte” chiarendo, scrive Fabio Rocchi, presidente dell’Associazione Ospitalità religiosa italiana, “i sentimenti che animano i gestori delle strutture partecipanti, pur con tutte le precauzioni dovute all’emergenza sanitaria”.

Rocchi ricorda: “Sono circa diciassettemila le notti messe a disposizione con lo sconto del 30%, nei weekend da ottobre a marzo dal Trentino alla Sardegna, dal Piemonte alla Sicilia, senza tralasciare mete classiche come Roma, centro della cristianità. Chiunque potrà toccare con mano l’esperienza di soggiorno offerta dalle strutture religiose e no-profit”.

Obiettivo dell’iniziativa, patrocinata dall’Ufficio nazionale Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, guidato da Don Gionatan De Marco, è “mostrare uno dei tanti volti belli della Chiesa” per ridare impulso a realtà di accoglienza poco conosciute e slegate dai circuiti commerciali. Strutture ricettive che fanno capo al portale ospitalitareligiosa.it e che si rivolgono a chi vuole trascorrere un weekend di serenità o a chi sta progettando futuri soggiorni per i propri gruppi di riferimento. Il tutto senza dimenticare i fini caritatevoli, missionari e di sostegno a cui gli introiti sono destinati.

Realizzata dall’Associazione Ospitalità religiosa italiana, l’iniziativa vede la collaborazione di importanti realtà del mondo religioso e laico, come il Cits (Centro italiano turismo sociale), il Ctg (Centro turistico giovanile) e il Cnec (Centro nazionale economi di comunità).

L’elenco delle disponibilità è in continuo aggiornamento ed è già online sulla pagina specifica del portale ospitalitareligiosa.it, con tanto di mappa interattiva