Nel 2019 l'export ravennate occupava il sesto posto della classifica regionale e il 34° di quella nazionale

Calo della produzione per sette aziende su 10 nel ravennate, dove il 35,9% delle imprese rischia il deficit di liquidità a fronte di una necessità di coprire i costi pari a 534.000.000 di euro. È il quadro dell’impatto Covid secondo i dati elaborati dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ravenna che solo per il 2021 prevede un parziale recupero.

Al calo della produzione è corrisposta una frenata degli ordinativi, cadono le esportazioni e si riduce la forza lavoro, con un incremento del tasso di disoccupazione che, nel 2021, salirà ai massimi dal 2015.

Nel 2020 il fatturato delle imprese della provincia di Ravenna calerà in totale del 12,1%: i settori più penalizzati sono alloggio e ristorazione (-36,5%), logistica (-20,1%) e costruzioni (-22,43%), a seguire anche il manifatturiero con moda (-17%) e metalmeccanica (-11,8%), servizi alle persone (-17,3%) e commercio (-13,6%).

Secondo Prometeia ed il Centro Studi di Unioncamere Emilia-Romagna inoltre quest’anno si assisterà a una caduta del valore aggiunto provinciale (-9,1%), leggermente migliore di quanto previsto per la Regione. La ripresa ci sarà, ma solo parziale nel 2021 (+6,1%). L’andamento segue quanto previsto per l’intero Paese: il valore aggiunto italiano, infatti, dovrebbe scendere del 10,1% nel 2020, per poi riprendersi al 5,9% nel 2021.

Per Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ravenna, la situazione all’interno delle aziende è preoccupante: “La riapertura delle attività produttive dopo il lockdown non si è tradotta – spiega- con una ripresa a pieno regime. Occorre concentrarsi sullo stimolo alla domanda e agli investimenti pubblici e privati, occorre rimettere in moto l’economia con una visione di medio e lungo periodo”.

L’obiettivo, prosegue il presidente della Camera di commercio, deve essere quello di puntare allo sviluppo, non alla sussistenza. “Abbiamo bisogno di generare nuova ricchezza- conclude- per sostenere il peso del nuovo debito creatosi in questi mesi”.

Pressochè esaurito, intanto, il milione di euro stanziato dalla Camera di commercio per il consolidamento a medio e lungo termine dei debiti, finanziamenti per il circolante e la gestione del magazzino. Destinatarie erano le imprese di tutti i settori produttivi, che hanno un’unita’ locale o sede legale nella provincia (Dire).