Mons. Perego durante la Santa Messa a Casal Borsetti

Continuano le “Notti di Fatima” alla parrocchia San Lorenzo a Casal Borsetti. Nella serata di ieri, martedì 18 agosto, è intervenuto Mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, che ha guidato la recita del S. Rosario e celebrato la S. Messa assieme al parroco don Rafal Szarek e don Giacomo Granzotto.

Nella sua omelia, mons. Perego ricorda innanzitutto che ”Maria a Fatima, il 19 agosto del 1917, alla sua quarta apparizione ai pastorelli ritardata a motivo del fatto che i pastorelli il 13 agosto erano stati incarcerati, ha lasciato un particolare messaggio: “pregate, pregate molto”. E poi aggiunge che proprio il desiderio di pregare Dio, in compagnia di Maria, “ci ha riuniti stasera in tanti, perché la nostra vita quotidiana non si dimentichi mai della presenza paterna del Signore. La donna del Magnificat, Maria, ci invita anche stasera alla preghiera. Nella preghiera per usare le parole del profeta Isaia, la nostra vita è “rivestita di salvezza”, è avvolta dal “mantello della giustizia”, si apre al comandamento dell’amore. L’unico comandamento dell’amore a Dio e al prossimo con tutto noi stessi e come noi stessi è la strada che anche Maria invita i fedeli a percorrere, nel cammino della conversione”.

“Oltre che alla preghiera, Maria, con le parole di Gesù ci invita all’ascolto della Parola di Dio. Preghiera e Ascolto della Parola e preghiera sono le strade che ci aiutano a scoprire con Maria – ha aggiunto l’Arcivescovo di Ferrara-Comacchio – che Gesù è la Via, la verità e la vita. Maria è stata lo strumento, la Serva di Dio, perché il suo Figlio, “generato e non creato” abitasse tra noi. E Maria continua tra noi, soprattutto nei numerosi Santuari, da Madre di Dio e Madre della Chiesa, come Madonna del popolo di Dio, soprattutto degli umili e ricorda la pietà di generazioni di persone, del popolo di Dio, soprattutto degli umili e dei piccoli, che con semplicità hanno creduto e si sono affidate all’intercessione della Vergine Maria”.

L’ascolto della Parola e la preghiera – ha detto mons. Perego – sono le strade della nostra conversione. Se c’è una conversione che è richiesta anche a noi in questo tempo dove è facile cadere nell’individualismo, nell’egoismo, nella chiusura è quella nei confronti della prossimità. Una prossimità che sia capacità e responsabilità di costruire relazione, incontro, dialogo, solidarietà. Una prossimità che ci faccia uscire dagli interessi personali, dai beni solo personali per scegliere e condividere interessi comuni e il bene comune. Maria ci aiuta a guardare alla vita, a tutelare la vita, a difendere la vita e la dignità di ogni persona, anche oggi”. Da qui la richiesta dell’Arcivescovo al Signore “di convertire il nostro cuore, perché si apra alla prossimità, all’amore a Dio e al prossimo come a noi stessi, che solo può convertire il cuore del mondo. Il Signore ci renda attenti alle nuove povertà di oggi, perché come cristiani e come Chiesa “non passiamo oltre”ma sappiamo sentire profondamente “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi, soprattutto dei più poveri”.

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