L'omaggio floreale alla statua della Madonna di Cervia

In un’atmosfera velata di tristezza per l’improvvisa scomparsa di Don Ugo Salvatori, parroco di San Rocco a Ravenna, la celebrazione della Festa dell’Assunzione di Maria Vergine nel Duomo di Cervia è stata, come sempre, l’occasione per fare memoria della dedicazione proprio a Santa Maria Assunta della cattedrale cervese, avvenuta avvenuta ai primi dell’800.

Rinviato l’incontro con l’arcivescovo Ghizzoni, rimasto a Ravenna in segno di vicinanza alla comunità di San Rocco, è spettato all’arciprete don Pierre Laurent Cabantous  tenere l’omelia ferragostana. E lo ha fatto esordendo con la citazione di Sant’Agostino del “De civitate Dei”, che vede la  interpretazione della storia come lotta continua tra due Amori, l’Amore di Dio, totale, infinito, il dono di se stesso fino alla morte e l’amore per se stessi, fino al disprezzo di Dio, fino all’odio per gli altri, un amore egoistico finalizzato solo al potere.  

Due forme di amore che emergono chiare ed evidenti nel brano dell’Apocalisse di San Giovanni della Prima lettura, nel Drago rosso, fortissimo, con una manifestazione inquietante  di potere assoluto, senza Grazia,  senza amore, di egoismo assoluto, di terrore, di violenza. Un potere interpretato nel corso della storia dall’Impero Romano, e dai suoi imperatori anticristiani, da Nerone a Domiziano, con un potere illimitato, militare, propagandistico, politico , invasivo,  mentre di fronte a questo potere la Fede, la Chiesa appariva come una donna inerme senza possibilità di sopravvivere, tanto meno vincere. Eppure sappiamo che alla fine ha vinto la donna inerme, l’Amore di Dio e l’Impero romano si è aperto alla Fede cristiana.

Ma la Parola di Dio trascende sempre il momento storico tanto che quel dragone rosso successivamente materializzatosi nelle dittature del secolo scorso,sopravvive più vivo che mai ai giorni nostri nel pensiero dominante che cerca di escludere Dio e la Sua parola dalla vita dell’uomo.

Ma alla fine l’Amore si dimostra sempre più forte dell’odio. Principio che rifulge nella figura della donna, circondata dal sole, con la luna sotto i suoi piedi e circondata di stelle. Nella dimensione della Madonna penetrata dalla luce di Dio, di Maria che ha lasciato alle spalle la morte e, totalmente vestita di vita e assunta di corpo e di anima in cielo  ci viene dato il coraggio, perché vince sempre l’amore, la vita.

Oggi celebriamo la memoria del nostro futuro, di una vita al servizio di Dio come ha fatto Maria, una vita con il Signore come obiettivo principale, quella vita che noi tutti, cristiani dobbiamo sapere fare nostra, perché solo così la vita avrà la direzione ed il senso che Dio ci ha indicato, ossia il trionfo sul male, sugli egoismi, sull’odio.

Al termine della celebrazione, dal balcone del Palazzo comunale è stata impartita alla piazza ed alla città intera la solenne benedizione, con il tradizionale omaggio floreale alla Madonna.

Giuseppe Grilli