È esposto da oggi pomeriggio nella sua chiesa di San Rocco a Ravenna il feretro di don Ugo Salvatori, che è stato parroco qui per 40 anni ed è morto oggi, nel giorno dell’Assunta. Sin dalle prime ore del giorno, appena si è diffusa la notizia, in tanti hanno cercato conforto in parrocchia.

In serata, alle 18.30 è arrivato l’Arcivescovo Lorenzo a portare conforto alla comunità scossa dal lutto e ha celebrato la Messa vespertina, raccomandando ai fedeli di affidare l’amato don Ugo alla Vergine nel giorno dell’Assunzione.

Monsignor Ghizzoni, questa sera, a San Rocco

I funerali sono in programma martedì mattina alle 9.30, mentre questa sera si è svolto un Rosario e un gruppo di famiglie ha organizzato per domani sera una veglia di preghiera per don Ugo, mentre il coro ne ha organizzata un’altra lunedi, sempre alle 21. Annullato il concerto della rassegna “Musica in Borgo” (di Mosaici sonori) che si sarebbe dovuto tenere domani sera per il patrono, San Rocco. Mentre l’arcivescovo ha confermato la celebrazione della Messa domani alle 10 sempre nella parrocchia del Borgo.

Vegliato dalla sorella Edda, don Ugo è quindi “tornato” nella sua parrocchia per il saluto commosso di tanti parrocchiani. “Mi colpiva vederlo sempre con il breviario in mano – racconta Simona Scala, direttore della scuola di formazione teologica San Pier Crisologo, consacrata dell’Ordo Virginum, parrocchiana di don Ugo da sempre –. Dopo la Messa delle 7.30 del mattino si metteva sempre sulle panche, vicino all’altare della Madonna. Era molto devoto a Maria e mi ha colpito sia morto proprio oggi: quasi come sia stato accolto dalla Madonna”. In questa sua preghiera c’era il segreto anche dell’uomo delle opere: “So che usava mettere messaggi e preghiere sotto la statua della Madonna per chiedere aiuti e grazie”.

“La prima cosa che mi viene in mente pensando a don Ugo? La sua bontà e umanità – racconta Marco Dari, uno dei suoi ‘ragazzi’, animatore, membro del gruppo famiglie che lo conosce da 30 anni –. Capiva le persone e si spendeva totalmente per aiutarle. Se una persona aveva bisogna e si rivolgeva a lui non sbagliava. Aiutava davvero tutti, e li aiutava con tutte le forze che aveva”.

Un padre, anche per Dari, come spiegava questa mattina don Giuseppe Russo: “Se sbagliavi, te lo diceva diretto: un cristiano non si comporta così”. E ora, San Rocco, come guarda al futuro? “Eh, ce lo stiamo chiedendo: e adesso? Don Ugo teneva la regia di tantissimi servizi, ma negli ultimi anni si è circondato di tanti collaboratori. certo, servirà una coordinatore, ma noi siamo pronti a dare una mano”