Don Ugo assieme ai ragazzi del Morigia

“Se vuole scrivere qualcosa di don Ugo scriva che la scuola è stata la sua vita, in essa ha seminato quanto di più fertile”. Silvana Sansovini che è stata sua collega all’Istituto per Geometri per quasi vent’anni ne può testimoni i frutti concreti.

È un aspetto dell’azione pastorale di don Ugo Salvatori, parroco di San Rocco morto sabato all’età di 78 anni, forse poco conosciuto quello che lo ha visto insegnante di religione di centinaia di studenti tra gli anni ’70 e ’90 tra il Liceo Scientifico, dell’istituto per Geometri Morigia e al Ginnanni. “Lui per loro c’era sempre – spiega la professoressa Sansovini -, e riceveva i loro segreti del cuore”. Tantissimi gli sono rimasti legati: con tanti ha collaborato successivamente e lo hanno aiutato nei tanti grandi e piccoli servizi collegati alla parrocchia. Più che una scuola, spiega ancora la professoressa, il Morigia all’epoca era un “cenacolo di vita”, anche grazie all’azione dell’allora preside, Gianni Gambi.

“Quando lo andavano a trovare, anche da grandi, anzitutto prendevano uno scappellotto: perché l’affetto si manifestava così. E poi un abbraccio. Era la sua pastorale”. Come insegnante, spiega ancora la professoressa Sansovini, era “burbero, dolce, forte, ma anche debole quando serviva.

Era tutto. Un punto di riferimento”. Soprattutto dopo, quando la vita prendeva strade tortuose o dolorose: “Non c’era una morte di un nonno, un genitore, un incidente stradale nel quale lui non accorresse, accanto ai suoi ragazzi, quando ne avevano davvero bisogno”. Ma il suo segreto era essenzialmente uno: il “quella Grazia, quel carisma che il Signore ti dà”. Che ai ragazzi non sfuggiva. Mai. E che poi tornavano a cercare.

Uno spaccato di com’era l’ora di religione con don Ugo ce lo dà Giovanni Bassi, in questa breve testimonianza che la professoressa Sansovini ha raccolto e chi ha gentilmente fatto avere.

L’ora di religione con Don Ugo non era  l’ora del ripasso di storia o topografia o matematica o inglese..era l’ora nella quale il piacere dell’ascolto era inconsapevole apprendimento, assorbimento di concetti del vivere civile, di tematiche filosofiche umane importanti che don Ugo sapeva rendere così comprensibili e avvincenti al punto che te le ritrovavi nel vivere quotidiano così disvelate e riconoscibili laddove prima non le avevi rilevate.

L’ora di don Ugo dava sempre gli strumenti per poter capire meglio ciò che ci succedeva intorno, spesso nell’originalità di una visione intelligente fresca, intrigante quasi irriverente e non appiattita sullo stereotipo che il ruolo avrebbe voluto. Ci piaceva la tua interpretazione del significato di religione ovvero re-eligere cioè scegliere di nuovo Dio dopo averlo abbandonato facendo peccato, una citazione non banale che, come si nota,ho ben in mente anche ora dopo quasi 40 anni che ti ho conosciuto.

Ciao don Ugo sei e sarai sempre nel ricordo la mente brillante che illumina le nostre zone buie e il cuore grande che hai provato a traferire su di noi che abbiamo arrancato parecchio per non staccarci troppo da un ritmo che solo tu potevi sostenere.Buon viaggio don Ugo onorato di averti incontrato.