14-15-08-2020-ravenna borgo s rocco chiesa morto don ugo solaroli salma esposta , la sorella , la gente , l’arcivescovo ghizzoni , le suore di clausura carmelitane e la messa del vescovo

E’ una vera e propria preghiera, un dialogo ideale con la nostra chiesa di Ravenna sul suo figlio sacerdote, il ricordo che le monache del monastero di clausura di via Guaccimanni hanno voluto inviarci in ricordo di Don Ugo Salvatori. Le monache carmelitane hanno curato anche i testi della veglia di preghiera di domenica sera a San Rocco.Di seguito il loro ricordo

Sei sempre, ancora Bella, Chiesa di Ravenna! Di una Bellezza antica, sapiente e santa; Bellezza di Madre e Sposa! Ti vediamo così, in questi giorni, mentre vegli, instancabile Orante, accanto al tuo figlio sacerdote, che riposa, stanco per il lungo viaggio in mezzo a noi.

Hai custodito, come il tesoro più prezioso, il suo ministero di pastore, da quel giorno benedetto, 24 giugno 1967, in cui venne consacrato e hai voluto unirlo, come in un abbraccio, alla comunità parrocchiale di san Rocco. Lui lo sposo, lei sua sposa; i due, come una carne sola, tutto dono, tutto pane per la fame di folle innumerevoli.

Don Ugo Salvatori assieme a suor Cecilia Morini,carmelitana, oggi in missione a Santo Domingo

Non sapremo mai abbastanza dirti grazie, Signora luminosa, nostra Chiesa di Ravenna, per il dono del tuo figlio, da te generato, da te nutrito e amato alla follia. Con lui, sei Tu che ti avvicini al nostro cuore, ora, alla memoria, al pianto, alla speranza viva di averlo ancora padre, intercessore, amico. No, tu non ci deluderai! Non lo farai mancare ai nostri passi, alla ricerca della fede, alla carità vissuta, all’annuncio del Vangelo, alla preghiera. 

Non piangi, Madre, oggi, mentre dobbiamo salutare il tuo pastore, figlio di cui davvero puoi vantarti! Rimani serenamente Bella, adorna dei gioielli che lui ti ha procurato col suo amore quotidiano, anno dopo anno. Spettacolo stupendo Tu ci offri: il tuo incontro con don Ugo, il figlio prediletto del tuo Amore, con te salito al Cielo, nel giorno grande della Festa.

Così noi contempliamo, dal nostro osservatorio, dalle mura benedette del nostro monastero. Il nome del tuo figlio è scritto nella nostra storia, con lettere di affetto, che nulla mai potrà riuscire a cancellare. Trovò maternità spirituale, sororità moltiplicata per quante sono le sorelle che egli ha conosciuto e ha accompagnato nei momenti importanti del cammino.

Ma quanto più egli ha dato! Non c’è evento significativo della vita della nostra Comunità che don Ugo non abbia condiviso insieme a noi, non dolore o gioia che, oltre a essere nostra, non fosse anche la sua. Dentro la Bellezza meravigliosa del suo sacerdozio santo, ecco, Madre Chiesa, c’è anche un pezzettino della nostra vita, della nostra vocazione. C’è, sulla sua veste, impresso il nostro bacio di sorelle: la preghiera del Carmelo. Amen.