Immagine di repertorio
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“E’ urgente far capire, anche ai cristiani che non tutelare l’ambiente, sfruttarlo inopinatamente, deturparlo, significa commettere un peccato non solo contro la natura, ma anche contro il mio prossimo, contro l’altro”. Così Luciano Di Buò, responsabile dell’Ufficio per la pastorale Sociale, del Lavoro della diocesi, presenta la prossima Giornata per la Custodia del Creato, che sarà celebrata martedì primo settembre alle 18.30 nella chiesa dello Spirito Santo a Ravenna. Si tratterà di un momento di preghiera ecumenica che sarà presieduto dall’Arcivescovo monsignor Lorenzo Ghizzoni insieme ad alcuni rappresentanti delle chiese ortodosse. All’evento parteciperà anche la Diocesi di Faenza-Modigliana, anzitutto con la presenza del vescovo monsignor Mario Toso.

Nel messaggio per la Giornata, i vescovi invitano ad attuare “stili di vita rinnovati, sia quanto alle relazioni tra noi che nel nostro rapporto con l’ambiente” facendo ampi riferimenti alla Laudato si’. “A cinque anni dalla promulgazione di questa fondamentale enciclica sulla ecologia integrale – continua Di Buò – poche parrocchie l’hanno approfondita e hanno cercato di applicarla alla vita concreta. E invece è necessario farlo, partendo dall’impegno dei sacerdoti nelle omelie. Già nel periodo che va dal primo settembre al 15 ottobre, che la Chiesa riserva proprio alla custodia del Creato, bisognerebbe approfondire questo tema, riferendosi sia all’enciclica, che a tante citazioni bibliche”. Un esempio è il capitolo due della Laudato Si’ dove il Papa scrive che “Ogni comunità può prendere dalla bontà della terrà ciò di cui ha bisogno (…) ma ha anche il dovere di tutelare e garantire la continuità della sua fertilità per le generazioni future. In definitiva ‘del Signore è la Terra’ (Salmo 104)”.

Due le altre strade per promuovere una vera tutela di una natura sempre più in pericolo: “La prima è una catechesi rinnovata per i bambini – afferma – che preveda ampi spazi dedicati al tema del Creato e del corretto uso dei beni che Dio ci ha affidato. Perché, se è vero che saranno, credo, i bambini e i ragazzi, un domani, a salvare il pianeta, è altrettanto vero che vanno formati, educati a farlo. Le giovani generazioni hanno bisogno di adulti virtuosi, che siano loro di riferimento: impariamo anche noi a non sprecare risorse, ad esempio a non buttare il cibo, o a non sciupare l’acqua, un bene preziosissimo che in tante parti del mondo scarseggia”.

L’altra strada si sta già concretizzando nella nostra diocesi: “A Portomaggiore sono stati programmati incontri formativi su queste tematiche – precisa Di Buò – poi sospesi a causa del lockdown. Coinvolgono tutti gli operatori pastorali del vicariato e dovrebbero riprendere a breve. Come Ufficio vogliamo condividere questa esperienza e verificare la sua fattibilità anche a Ravenna, così da coinvolgere e stimolare sulle tematiche ambientali la comunità cattolica cittadina”.