Don Giuseppe Pizzoli (a sinistra) e don Augusto Barbi (a destra)

Si è aperta ad Assisi la 18ª edizione delle Giornate nazionali di formazione e spiritualità missionaria, in agenda da ieri sera fino a domenica 30 agosto. Quest’anno la partecipazione all’evento dal titolo “Non lasciamoci rubare la fraternità”, a cura dell’Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese e della Fondazione Missio, è possibile solo in modalità on line. Gli iscritti potranno seguire gli interventi in diretta streaming e porre domande audio in tempo reale ai relatori.

Fin dal titolo “appare chiaro il nesso con l’imminente Ottobre missionario (il cui slogan è ‘Tessitori di fraternità’) e con il mese Missionario straordinario del 2019 (‘Battezzati e inviati’) che incoraggia ad una fraternità universale”, ha spiegato don Giuseppe Pizzoli, direttore di Missio.

Non c’è salvezza senza fraternità e solidarietà. Da soli si va a fondo”, dice il biblista Augusto Barbi, docente all’Istituto superiore di scienze religiose di Verona, che ha aperto i lavori con una lectio divina dal titolo: “Fraternità nella comunità cristiana delle origini”. “Il Vangelo di Luca ci offre un quadro ‘ideale’ della vita fraterna, con cui le comunità di tutti i tempi devono confrontarsi. Non c’è vita cristiana se non nella forma comunitaria”, ha evidenziato il biblista.

Ancora di più in questo periodo di distanziamento sociale “dobbiamo ricordarci che il Vangelo ci invita a tessere intense relazioni umane – ha aggiunto don Pizzoli –. E questa è una nuova sfida missionaria”.
Il seminario è proseguito con un seconda sezione serale, con la relazione di don Armando Matteo, docente alla Pontificia Università Urbaniana di Roma, che ha parlato della “grande sfida”, ossia “credere di più nella comunità; credere che sul serio, ‘quando viviamo la mistica di avvicinarci agli altri con l’intento di cercare il loro bene, allarghiamo la nostra interiorità per ricevere i più bei regali del Signore’ (Evangelii Gaudium, 272)”, ha osservato don Matteo.

Ilaria de Bonis
Fonte: Sir